giovedì 28 luglio 2016

I NUOVI EVANGELISTI

Quando uno riporta “ giornalmente” (segnando persino le ore) detti altrui presi come passaggi di un vangelo mai scritto da “più o meno quattro” nuovi evangelisti (Gramsci, Sciascia, Pasolini,il quarto è pescato di volta in volta) ovviamente fa suo il messaggio. E sin qui il mondo è pieno di citazioni altrui scarseggiando di proprie. Ma queste citazioni se poi si traducono in solo quattro “evangelisti” dubitiamo se si tratta della cultura del “pappagallo” o quella del cattolico-bigotto che imita il musulmano ripetendo 99 volte il nome di Dio.

Il continuo ripeterci dei difetti nostri presuppone che chi li elenca ne sia esente o immune e qui non ci stiamo perché la fatica dell’uomo non sta nel ripetere sempre gli stessi errori , ma di combatterli per non  ripeterli. E quindi questi santoni ipocriti sono sempre alla finestra per educarci e ricordarci cosa siamo come se migliaia di anni di storia fossero passati inutilmente. Ma Ciascuno si sceglie i maestri che vuole e questo glielo concediamo dove fermamente ci opponiamo è che questo continuo atteggiarsi a cattedra non avendo nulla da insegnarci ma usando un registratore per comunicarci continuamente il pensiero altrui ci ha un pò scocciato soprattutto quando non si inizia ad analizzare il proprio passato prima di usare il nostro

UN PAESE SENZA MEMORIA

Noi siamo un Paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblìo dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare come è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili. Imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.
- P.P. Pasolini -


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