mercoledì 16 aprile 2014

NOME:ALBERTO, COGNOME: ...DA GIUSSANO

Commento velenoso quello dei riprenditi su Alberto Cangelosi. Quasi da casellario giudiziario. In pratica i Riprenditi buttano fra le braccia dei “comunisti doc” il dimissionario assessore chiudendogli la porta in faccia. Questo del “lo sapevamo”, te lo abbiamo detto, sappiamo chi sei , noi siamo perfetti e rinfacciamenti vari è un atteggiamento già altre volte denunziato. Un giudizio pesantissimo che si potevano evitare perché in politica le vergini non esistono o almeno non durano. Occasione persa …. Per i riprenditi !
Ora dopo le “troccole” aspettiamo la replica e il commento della Pravda a firma dei soliti e ci sorge il dubbio se sia possibile “fare il portavoce” e pubblicare troccole con farina del tuo sacco. Se si vuole deontologia usino i loro blog e lui ci dia la “sua opinione”. Lui condivide ? No propaganda ! Allora scriva nel suo frontespizio “organo del partito…”.
CANGELOSI CHE FAI PRETATTICA ?
Sei partito con entusiasmo. Ti abbiamo apprezzato come neo imprenditore che invadevi la Francia di arance come avviene a carnevale ad Ivrea. Hai mezzo scombinato la nascente giunta Barbaccia, ci hai confuso non facendoci mai capire con chi eri e con chi sei. Rivoluzionavi qualsiasi argomento , un giorno eri gemellato l’altro costruivi cimiteri. Ma mai ci ha abbandonato il tuo spirito giovanile e battagliero ! Che uno vada in bici, a piedi o sul monopattino tu lo devi precedere. Non si può fare gol a Marineo senza il tuo ultimo passaggio. Sei la spiegazione del perché il Marineo non solo vince sistematicamente ma era inspiegabile il fatto che vince sempre con almeno 5 gol…quindi o gioca contro i bambini dell’asilo o…come si dice tu allunghi e accorci il campo secondo necessità. Altrimenti a cosa servirebbero i 170.000 euro ? Ora ci giunge voce che forse questa settimana ti dimetti da assessore ! Dai non puoi farci questo ! Per via di quei 170.000 euri dirottati non si capisce se con il tuo consenso o no ? Se lasci ci togli il dubbio se fai parte del “risorto” o se … Se ti dimetti Marineo diventa sede di paraolimpiadi dell’alzaimer. L’amministrazione perde l’unica mina vagante capace di fargli paura. Ma per la stima che abbiamo per te vai a Portici a disintossicarti . Perché no ? Dai ora il superiore è Assiria che ha sostituito quell’altro…ma non erano litigati ?
Mentre stavo dialogando con un sordo arriva la notizia a conferma di quanto pubblicato giorni or sono. Mentre stiamo preparando per la pubblicazione e se possibile con un primo commento , la bomba delle dimissioni del giovane “anomalo” Cangelosi che ha colto di sorpresa tutti tranne noi. Ora ci auguriamo che non finisca come fece “ quell’unto del signore(minuscolo)” che sorprendendo tutti (ma non noi) si dimise ed ancora oggi non ci ha mai detto il perché . Proprio oggi in una polemica finita alla coglionese (non corlionese altrimenti si aggiunge un'altra querela ) cioè “lassalu perdiri” . Chi me ?
Quindi Carissimo Alberto ora in attesa di pubblicare il tuo comunicato stampa che annunzia le tue dimissioni tocca a te la palma dell’eroe….ma ora lo devi fare sino in fondo. A noi non interessano le tresche amorose ma ci interessa sapere (è un nostro sacrosanto diritto) il perché. Noi ne abbiamo da tempo intuito i motivi e speriamo che qualcun altro ti segua .
Bravo Alberto se non fossi già Cangialosi ti potrei chiamare da Giussano…

martedì 15 aprile 2014

COMUNICATO STAMPA



Scrivo questo avviso per comunicarvi che, con grande rammarico, in data 15.04.2014, a soli dieci mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, ho formalmente rassegnato le mie irrevocabili ed incondizionate dimissioni dalla carica di assessore con delega allo sport, politiche giovanili, agricoltura e zootecnia. Giungo a questa spiacevole decisione a seguito di una fase del mio mandato politico nella quale ho stretto i denti e ho cercato di tirare avanti, convinto che la situazione sarebbe potuta cambiare. Ma il mio ottimismo ha comunque avuto la peggio di fronte ad un progetto politico, quello da me sposato alla vigilia delle elezioni, che non è mai decollato.
Nei pochi mesi in cui sono stato in carica, ho dato il meglio di me quanto a impegno, dedizione ed entusiasmo. Purtroppo, mi sono reso subito conto che proprio quest’entusiasmo che mi contraddistingueva, non ha trovato riscontro alcuno nei miei “compagni di avventura”, in quelle persone su cui ho fatto affidamento per provare a smuovere questo paese e a migliorarlo. Mi sono pertanto ritrovato invischiato nell’immobilismo di un’amministrazione che, ad oggi, sembra ancora versare in uno stato catatonico. Potrei elencare svariati esempi a sostegno di ciò che dico, ma credo che sia di per sé già abbastanza emblematico citare i pochissimi consigli comunali, che sono stati convocati dalla data di insediamento della presente amministrazione. E’ sotto gli occhi di tutti, inoltre, che non è stato realizzato nemmeno l’1% del programma elettorale illustrato ai cittadini con tanta enfasi.
Nessuna politica di programmazione. Nessuna di progettazione. Vuoi per la mancanza di iniziativa e la poca preparazione di chi tecnicamente sarebbe chiamato a realizzarlo, vuoi per i continui dissidi interni all’amministrazione stessa. Esempio lampante, mancanza di apertura a nuove iniziative, dalle quali poter attingere a finanziamenti (project financing) che non gravino sulle casse comunali e che sono state letteralmente cassate, senza trovare soluzioni alternative. È, di fatti, in atto uno scontro generazionale tra chi è ancora legato a vecchie concezioni politiche più vicine al medioevo che all’Europa del terzo millennio, e chi ha capito che la politica deve necessariamente cambiare per far fronte alle nuove esigenze.
Insediatomi, con la nuova amministrazione, pensavo e speravo di poter portare una ventata di cambiamento nell’organizzazione degli uffici e dei servizi, istaurando un rapporto di sinergia e collaborazione con il personale tutto. Un ulteriore elemento riscontrato che mi ha destabilizzato è stato il malcelato senso di continuità che c’è con la precedente amministrazione, lasciando quasi tutto invariato. Rimasi stupefatto il giorno dell’insediamento della giusta con la distribuzione della deleghe assessoriali, che ai miei occhi apparirono marcatamente sbilanciate. Ancora più stupefacente fu l’accorato disappunto dei marinesi tutti alla pubblicazione della notizia. Prova ne sia che ad oggi il paese vige in condizioni pietose dal punto di vista urbanistico e della pulizia. Capitolo, quest’ultimo, che necessiterebbe di ulteriori approfondimenti. Che fine ha fatto la fama che aveva raggiunto il nostro comune sulla politica della raccolta differenziata? Quali atti sono stati deliberati affinché si abbattessero i costi? Quali attività culturali sono state messe in atto per affinare la cultura ed il concetto della differenziata, progredendo fino a raggiungere l’agognato concetto di RIFIUTI ZERO? Mille sono le problematiche alle quali non si sono date risposte, ma questa è quella per la quale l’amministrazione dovrebbe più vergognarsi.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, che mi ha ulteriormente indignato, in quanto tocca da vicino il mio ruolo di assessore allo sport, è che la somma totale di 170.000 €, originariamente vincolata per la ristrutturazione degli impianti sportivi, alla vigilia dell’approvazione del conto consuntivo è stata rimossa e inserita in altri capitoli per coprire buchi di bilancio, senza averne dato assoluta comunicazione ne al sottoscritto, ne all’amministrazione . Oltre al danno la beffa. Ennesimo insuccesso, ennesima incapacità a
gestire gli atti amministrativi da parte del sindaco e degli “assessori di esperienza”, ma soprattutto ennesima promessa non mantenuta.
Alla luce di quanto su esposto credo sia per voi tutti comprensibile il perché della mia scelta. Non mi sento di abbandonare un treno in corsa perché questo treno, in realtà non è mai partito. Ritengo di essere una persona dinamica che mette impegno a profusione in tutte le iniziative, grandi o piccole che siano, nelle quali mi cimento, ma, una situazione del genere non è più sopportabile. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che mi hanno dato fiducia, continuerò, con tutte le mie forze, a svolgere in consiglio comunale il ruolo per cui sono stato eletto, prendendo le distanze da questa amministrazione, facendo cittadinanza attiva e lottando contro la cattiva amministrazione a favore del bene di Marineo.
Comunico inoltre che è mia intensione a breve rendere pubblico il perché della mia scelta.
Il consigliere  Alberto Cangialosi  

ARCHITETTO ACCETTI LA SFIDA !

Caro architetto,
ormai sono avvezzo a essere trattato da coglione e da bastian contrario. Lo debbo ai trinariciuti che arrivarono persino a scagliarmi contro lo “sbirro” che non trovò altro che spermatozoi “desparacidos”. Quindi siamo nella norma e quindi non pubblicherò subito la sua lettera visto che lo farà lei. Sono stufo di insulti (anche se il suo non lo è). Il suo commento al mio blog è datato (lo usavano i manumanchesi con le loro innumerevoli lettere anonime). Ma andiamo in ordine. E poi me lo lasci dire proprio a me l’accusa di codardia ….dai architetto…
Primo: la sua tesi , molto di moda oggi e le mie citazioni non erano casuali, ma circostanziate. Aspettavo lei portasse il discorso su questo terreno e questo intendevo con musica e veglione perché qui si propongono temi e spunti (vedi i blog) senza approfondimento. Quindi mi auguro che quella cultura locale di cui lei va fiero alzi il culo e organizzi un “approfondimento”, perché prima di cambiare la toponomastica noi vorremmo essere partecipi delle motivazioni. Quindi prima di intestare vie e piazze a ciancimini, rina, navarra liggio e compaesani vari parliamone.
Secondo. Non nascondiamoci dietro frasi “di cui mi pregio di appartenere” , l'intelligenza dei marinesi e simili facezie.
Terzo . Sono anni che aspettiamo che i funzionari ci aiutino ad uscire dalle atrocità amministrative del momento lasciando irrisolti problemi del tipo rifiuti, cimitero e simili. E’ finito il tempo che sta a te o a me venirne fuori. Quindi il mio stupore nel vederla in una veste che non presupponevo mi ha stupito ma non le nego il diritto di inserirsi (ce ne è bisogno) nel dialogo culturale locale che ripeto sta toccando livelli da depuratore. E poi non sono io che decido…vuole l’indirizzo ? Ma si ricordi che qui la cultura è politica e senza politica questa cultura è spazzatura.
Quarto. Aspettavo che mi aiutasse a capire visto che le ho passato il pallino “sulla riscrittura” del nostro risorgimento, a me caro per un lento lavaggio di cervello scolastico che mi porta ancora oggi a credere e emozionarmi per questa che rimane epopea. Pensavo mi sbattesse in faccia gli scritti della prof.sa Fiume o del nostro Aldo Calderone e tutti quelli che non ho citato perché è lei che ha il pallino.
Lasci perdere le sue considerazioni sul sottoscritto che non turbano i marinesi colti. Sulla cultura locale dovrebbe essere più cauto altrimenti rischia di farne parte . Abbiamo avuto un quinquennio dove l’assessore alla cultura ,già apprezzato in tante sue qualità è riuscito persino a farsi sfiduciare e il nostro castello da casa manumanca è tornato casa spataro-calderone senza che i cittadini siano riusciti mai una volta ad avere partecipazione ad un premio “internazionale” che esclude a tutti i livelli i suoi concittadini. Smettano di raggirarci e inseriscano il Virga altrimenti saremo fra quelli che protesteranno civilmente, ma con eclatanza durante il prermio. Se il Fiduccia è veramente il presidente della Fondazione inserisca prima il Virga e poi si trastulli con i suoi 12 saggi .
E’ facile essere messi all’indice quando si scrivono queste cose. Si auguri con me che la gente di cultura finalmente reagisca e la smetta di usare il bigottismo religioso come scudo e mezzo.
I marinesi intelligenti se ne fregano e lasciano fare e non vogliono essere svegliati .
Architetto vada a questuare uno spazio e approfondisca l’argomento e non pensi a me che sopravvivo fra la sua sapienza e quella dei mercanti nel tempio.
Impari ad accettare i pizzicotti da un ex amico senza processi sommari perché il suo interlocutore , io in questo caso, è sempre disponibile a togliere quell’ex che è preposto ad amico e glielo ho dimostrato altre volte.
Dai torniamo al tema e se riesce ad ottenere lo spazio bene altrimenti l,o procuro io dividendoci i relatori. Accetti la sfida !

STORICO PER CASO

Se non fosse per la monotonia dei temi che siamo costretti a trattare, “l’appello” lanciato dallo smarrito arch. Pier Giuseppe Sciortino , già altre volte apprezzato per motivi umanitari non meriterebbe commento. Primo perché in altri luoghi a cominciare dall’assessore alla cultura per finire ai due blog interessati avrebbero aperto un minimo di dialogo in una comunità dove persino la cultura è relegata sempre a badanti da trentanni pedanti vestali e chierichetti ritardati. Al nostro arch. Che avrebbe dovuto invitare al referendum quella Corleone che permise la presa di Palermo con la “trappola” tesa dal “miliardario Garibaldi” al “corrotto secondo esercito del mondo”. Ora l’aver letto qualche libretto “contro” ci fa diventare studioso un architetto che esce dal seminato cosi frettolosamente riprendendo quella recente teoria del “massone” Garibaldi che deve pagare l’affronto della presa di Roma “ridimensionando” il potere temporale dei papi o della Chiesa. Questa tesi è portata avanti da qualche anno da Angela Pellicciari (vedi I panni sporchi dei mille e Risorgimento da riscrivere e altri). Un altro negli anni settanta (1972 Carlo Alianello La conquista del Sud Rusconi) rimpiange quello che non gli appartiene per non parlare del diario del Cappellano don Buttà che segui il peregrinare dei reali borboni in una drammatica testimonianza e ancora più recente Claudio Fracassi Il( romanzo dei Mille della Mursia) per non parlare delle oltre 1000 pagine in tre volumi delle Memorie di Giacomo Margotti. Citazioni più appropriate di quelle del Manzoni e dei suoi bravi o dei mafiosi che dovunque li metti ci stanno sempre bene. Per non parlare di quella scatola vuota della Ficuzza mai citata da nessuno testo di architettura che si rispetti, proprio nel campo del nostro promulgatore di referendum. La storia , questa storia, si può scrivere in mille modi cioè più o meno come hanno fatto i mille di Garibaldi. Se può aiutare il nostro a trovare pace gli ricordo che a Calatafimi morirono “solo sette garibaldini” mentre noi siciliani eravamo sulle alture a guardare come andava a finire…. E quando il “bandito Garibaldi” passò da Marineo i nostri vecchi gridarono viva la calia perché non sapevano cosa fosse Viva l’Italia. A Bronte come in altri posti si è verificato quello che successe con il fascismo , il nazismo e i bolscevichi. Per non parlare di inquisizione e via andare indietro. Cosa voglia dimostrare il promotore del referendum ci sfugge e ci saremmo aspettati da lui risposte a certi quesiti che riguardano il suo lavoro a cui mai nessuno ha dato risposta mentre lui pretende “verità” storiche che dopo 150 anni aspettano chiarimenti “logistici” di come avvennero i fatti. Questa meraviglia economica del regno del sud è ancora tutta da dimostrare e se sono bastati 1000 sbandati con camicia rossa a far fuori la seconda potenza del mondo temiamo che questa potenza era composta da certi storici avventati, sino ad oggi a noi sconosciuti, ma che aspettiamo di apprezzare non come lettori di libretti ma proponendoci tesi discutibili. Dubito che ciò sia possibile in una comunità dove la cultura è gestita da “una mentalità mafiosa” ridotta a prostituzione. Dai architetto visto che ha aperto le danze ora organizzi il veglione

domenica 13 aprile 2014

DIARIO

Caro Diario, peccato non essere più adolescenti per confidarti sensazioni ed emozioni. Oggi si usa ”messaggiarli” e soprattutto non “comunicare mai quello che pensi”. Aver subito per cinque anni un amministrazione bolscevica sostenuta da cattolici “usi al bacio di giuda” che si stanno riciclando uno per uno rende difficile persino “gioire” delle cose comuni. Ieri stressati i bambini francesi (sveglia alle quattro con rientro alle dieci di sera) ma coccolati oggi rallegrandoli con la visita alle poste (chiamate il medico !) e la visita al vurghiddu a vedere le erbacce che certamente l’agronomo Greco non pensava sopravvivessero ad oggi e vedere i bambini “decespugliare” per poter ammirare lu lippu e li giurani.
E mentre il nostro paese “all’oscuro” di tutto era costretto a veder sfilare i propri figli nelle vesti di ragazzini “ap…passionati” in uno spettacolo che il battello ebro poteva evitarci, certamente non il migliore della sua produzione…
Dopo aver saputo della “lezio” sui canti della passione che hanno fatto scervellare cultori e studiosi di tradizioni popolari per cercarne le antiche tracce per esercitarci ce ne siamo andati a Mezzojuso a sentire i canti della passione per le strade di una Mezzojuso medievale in lingua arbresch del rito bizantino in una traduzione del 1810 e ci è sorto il dubbio se per caso non avessero copiato(sic) da noi marinesi questa tradizione medievale…
Ora abbiamo intravisto il bando del premio di poesia ed essendoci accorti che non è firmato dal inesistente (giuridicamente) Circolo Culturale Cattolico nella prestigiosa sede della Casella Postale eravamo tormentati del perché la Fondazione si sia rifiutata di inserirne la “maternità” . Ora mentre il vulcanico Presidente Fiducia produce corsi e ricorsi progettando premi come il Cannolo d’oro o la Cassata d’argento sostenuto dal gruppo dei dodici “colti” o coltivati o riciclati manumanchesi che dovrebbero guidare la nostra cultura per il prossimo ventennio (occhio ai ventenni). Ora godiamoci questi ultimi giorni i “francesi” …
Abbiamo molto apprezzato l’avviso dell’assessore che ha dichiarato “mai avuta l’idea di escludere Giovanni Perrone dal comitato di gemellaggio , e lo riprovail fatto che abbiamo inserito tutte le casalinghe, le maestre, le sartine , le vedove , gli estracomunali , gli aggiastrisi i corlionesi , le suore di clausura , gli anarchici e tutti coloro che non hanno trovato posto nel vecchio cimitero…). Si è trattato di una svista cosi come capita spesso quando tua moglie ti dice una cosa e tu la fai…

venerdì 11 aprile 2014

UN PATTO D'ONORE



Avevamo chiesto al Sindaco di Saint Sigolenne un impegno che garantisse la possibilità ai cittadini marinesi di poter incontrare lo stesso Sindaco e le delegazioni francesi al di fuori degli impegni istituzionali. Nei trentanni  di gemellaggio si sono succedute varie amministrazioni , delegazioni, accompagnatori insegnanti , imprenditori , politici, simpatizzanti. Ci è sembrato opportuno poter incontrare chi negli anni si sia succeduto nei vari rapporti senza dover filtrare dalla “spiacevole” ghigliottina degli inviti usati come strumento razzista e isolazionista gestito da funzionari non sempre limpidi e deontologici. Sia il Sindaco che l’assessore Celle hanno convenuto  la correttezza della proposta che non nasce da una contrapposizione ma bensi da un desiderio di libertà assoluta nei rapporti al di fuori dagli schemi politici o dagli umori di personaggi tipicamente equivoci. Nei prossimi programmi (a partire dal prossimo luglio agosto verrà riservato uno spazio affinché sia possibile incontrarsi fuori dagli impegni istituzionali per permettere a chiunque di continuare a relazionarsi senza sottostare a restrizioni o condizionamenti.
Erano presenti due assessori del comune di Marineo (Salerno e Spataro, i due Sindaci e l’assessore Celle ) che hanno garantito il rispetto di questo patto d’onore che sancisce la totale indipendenza degli incontri fra i cittadini marinesi e gli amici sigolenesi .