lunedì 8 febbraio 2016

CAMMINANDO A TESTA ALTA !



Riapre la caccia ? Si ! Se provate a camminare a testa alta anzicchè a testa in giù come coloro che non hanno nulla di interessante da vedere o che non gli interessa nulla ci sono cose che vale la pena scoprire. Il problema è a chi chiedere delucidazioni ? I saccenti (cioè coloro che dovrebbero sapere , anche perché mantenuti dallo Stato) si appropriano di questo sapere e non riconoscono che questo è frutto della carica che lo Stato gli ha offerto. Poi ci sono i possessori di questi beni che forse nemmeno loro ne conoscono le origini (si è visto durante l’incontro sulla calce). Poi ci sono quelli che hanno sostituito “le cacce al tesoro” con le scolastiche interviste “a matula”. E cosi per la seconda volta, alzando lo sguardo ho rivisto questa balconata incorniciata che a primo colpo mi è sembrata delicata, graziosa, semplice. Poi mi sono reso conto che Marineo è uno dei rari paesi dove non esistono case baronali , residenze nobiliari e cosi via, tranne il castello ovviamente. Nessun palazzo signorile è presente e le vecchie case sono indistinguibili. Fuori le chiese non esiste residenza particolare. Questo fregio (sic) presuppone una residenza signorile ma oltre non riesco ad andare… Siamo il paese de li pagghiaroli.

Ps. A dire il vero grazie ai giovani architetti stiamo lavorando sulle facciate e questo è un bene. Non sarebbe male che gli architetti facessero appello a tutto il loro ingegno e iniziassero a battezzare queste case altrimenti fra cento anni si ricomincia d’accapo. E’ inutile segnalare e dire che mai un architetto si dovrebbe prestare ad “abbattere” indiscriminatamente. Loro pensino al massimo a restaurare perché ad abbattere ci pensano di solito i terremoti.

domenica 7 febbraio 2016

GIù LA MASCHERA !





In pratica lo si può definire l’Hotel dell’arte. E’ un albergo un serraglio un fondaco un ospizio un ricovero un caravanserraglio. Qui l’arte trova alloggio e residenza. Via una inizia un'altra. Come le camere d’albergo. Per fortuna non ad ore ma a mese. Si avvicendano iniziative che con il tempo verranno più coordinate e amalgamate. Presumo che con il tempo ci sarà meno improvvisazione e che il giro si allargherà. Prevale ancora una certa “paesaneità” con tutti i suoi pregi e difetti. Ieri abbiamo assistito alla inaugurazione di una esposizione (circa 200) di maschere inventate dagli alunni delle nostre scuole dove  la mano acerba degli studenti era completata soprattutto dai docenti e da qualche genitore. Come sempre da noi si va a gruppi con limiti ben precisi che alle volte sembrano frontiere. In questo caso risuonava nella sala quel dna della Preside Muratore che è ancora molto forte nella scuola.
La maschera più famosa al mondo
Non so se questo gruppo di docenti erano gli stessi di allora. Di alcuni sono sicuro e non posso che essere contento perché riscoprire anche nella scuola i docenti non in veste politica impegnata ci rassicura sul metodo di insegnamento non “impegnato” e che non condizioni gli studenti. Questa alcova dell’arte funziona ancora perché il Pulizzotto a turno esalta le caratteristiche di tutti. Li coinvolge tenendosi a giusta distanza , li “espone” , gli offre un momento di gloria , li gratifica con una pizza e li ritorna “dormienti” sino ad un prossimo uso. Questa mostra che ci hanno descritto come a “settori” alla fine è figlia unica della maschera veneziana. A mio parere è mancata la presenza della vera maschera, madre di tutte le maschere: la maschera anzi le due maschere greche.

E’ mancata ancora una cosa ! I genitori. Se c’erano duecento maschere stonava il fatto che c’erano una dozzina di genitori soltanto… 
Il che significa che i docenti hanno lavorato bene sui ragazzi … ma che ancora si fa fatica a coinvolgere i genitori. Spero che questi ragazzi “orfani” non siano figli per caso, cioè genitori che delegano “tutto” alla scuola o allo stato… Il gruppo dei docenti era forse più numeroso dei genitori come a dire noi ci assumiamo le nostre responsabilità … Dopo i presepi questa mostra sulle creazioni dei ragazzi  è una ottima idea . Ho assistito ad una esperienza simile in Australia. Inutile dire che ogni ragazzo poteva contare sulla presenza dei genitori, ma mi ha sorpreso il fatto che i docenti non solo avevano scelto i ragazzi che sono intervenuti ma li avevano preparati prima…. E , altra grande sorpresa … facevano da guida illustrando le opere che alla fine avevano loro stessi prodotto.  Come sempre è emerso il lavoro collettivo dei docenti che non hanno abusato in narcisismo. L’allestimento è stato curato dalla Signora Quartararo non nuova a simili presenze.  

ps. per chi volesse approfondire l'argomento troverà su internet la magistrale lezione tenuta da Dario Fo sulle maschere. 


ACQUAVERDE 24



ACQUAVERDE 24
La storia che volevo raccontarti
DI  SALVATORE GIUSEPPE POMARA

ILRACCONTO DELLA DOMENICA

 



  
       New York fu un formidabile punto di osservazione e una finestra aperta sul mondo. Da lì Pepo guardò alla ricerca della strada da prendere e che cercò tutta la vita. Ogni tanto riteneva di averla trovata e invece era soltanto un’illusione, perché appena iniziava a percorrerla ecco un bivio dietro l’altro che lo gettavano nella confusione. Sperava in un indizio, in un segno che lo aiutasse a orientarsi. Si affidava al suo intuito e finiva per imboccare un tunnel senza fine, i suoi occhi non fissavano che oscurità; la visione era ostacolata da una nube che diventava sempre più fitta man mano che procedeva e si lasciava il giorno alle spalle. L’ansia di trovare l’uscita aumentava col sopraggiungere della sera, quando perfino l’esistenza diventava fatica.





 

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For Pepo, New York represented a place for observation, and a window that opened to the world. From there he looked for his road to follow: his road, one that he had always thought he had found, but had then lost track of it. So he continued to search for it all his life. He should have been more aggressive and taken what was his, but he didn’t do it. He often experienced frustration and defeat. He was not arrogant, but he did not undermine himself for anybody. And he only kept his pride. America made him aware of his limitations, and this was more important than anything anybody had taught him, because it helped him keep his feet on the ground.

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sabato 6 febbraio 2016

CONOSCI LA GERUSALEMME LIBERATA ?

Forse fate ancora in tempo per trovare in edicola il volume su Torquato Tasso. E’ una grande occasione ! Un corposo volume a soli nemmeno sette euro Vi permetterà di conoscere non solo l’autore della Gerusalemme Liberata ma tutto il “conosciuto ad oggi” sul Tasso e sulla sua opera principale. Questo maestro che ha avuto una vita “passionale” spesso definito “pazzo” , anomalo che ha sofferto e goduto ma che ci ha lasciato un patrimonio letterario ineguagliabile. E soprattutto quelli che organizzano continue “vacanze romane” dovrebbero recarsi sul Gianicolo dove è sepolto nella bella chiesa di Sant’Onofrio dove esiste l’unico ciclo pittorico della vita di questo santo (già Patrono di Palermo) e dove resiste ancora il famoso “albero del Tasso” dove il poeta e maestro usava passare,alla sua ombra, i suoi pomeriggi. Il tutto per anticiparvi che a fine mese proporremo proprio questa opera . Ci sarà un intervento letterario con commento al Tasso e alla Gerusalemme Liberata e a seguire lo spettacolo teatrale. In questo momento dove i conflitti fra religioni sono tornati ai livelli delle Crociate sarà una buona occasione per conoscere meglio un grande della nostra letteratura e cercare di capire i fermenti che agitano il nostro tempo.

giovedì 4 febbraio 2016

#FAMILYDAY



 Il giorno 30 del mese scorso nel Circo Massimo a Roma, ha avuto luogo la manifestazione del Family Day. Tale evento è stato organizzato dal comitato <<difendiamo i nostri figli>> a cura di Massimo Gandolfini, neurologo presso un ospedale di Brescia.
Al Family Day hanno partecipato molte famiglie, persone appartenenti ai movimenti religiosi e non, provenienti da tutta Italia per difendere la famiglia naturale e i diritti dei bambini.
La manifestazione è cominciata alle 14:30 con l’intervento del segretario M. Gandolfini, in cui chiariva cosa era la famiglia.
<<La famiglia non è solo quel luogo in cui le donne e i bambini subiscono violenza, almeno non tutte le famiglie sono così. La famiglia è il luogo in cui si realizzano le relazione fra un maschio ed una femmina,fra un uomo e una donna che si aprono alla trasmissione della vita e non c’è dono più grande di una creaturina all’interno di una famiglia>>.
La famigliaè il luogo in cui figli cominciano a stringere un rapporto con l’altro.
Dopo ciò il tenore Francesco Grollo interpretò la canzone “Mamma” di Beniamino Gigli, suscitando un emozione molto grande nei partecipanti della manifestazione.
In seguito altri membri del comitato <<difendiamo i nostri figli>> hanno espresso il proprio pensiero rispetto alla legge Cirinnà che si vuole promuovere a scapito dei bambini e riguardo ad altre leggi proposte.
Infatti con la manifestazione del Family Day la maggior parte del popolo italiano ha fatto sentire la propria voce riguardo alla legge Cirinnà, che vuole privare i bambini del diritto di avere una famiglia naturale composta da una donna e da un uomo. Nella famiglia naturale il bambino crea la sua personalità guardando sia alla mamma che al papà. Per questo motivo si difende la famiglia stabilita dalla natura.
Inoltre si vogliono difendere i diritti delle donne, che vengono meno perchè sfruttate per produrre bambini che non potranno mai vedere, e non è giusto che i bambini non possano conoscere la loro mamma, colei che ha dato loro la vita. Questa pratica in paesi come l’America del Nord, Asia e altri paesi viene già messa in atto.
Con questa manifestazione, la maggior parte della popolazione italiana non essendo d’accordo con le nuove leggi proposte dai deputati, si è fatta sentire e questo lo dimostra anche la quantità di persone che erano presenti. Erano talmente tanti da riempire il Circo Massimo e dintorni. Non si tratta di dover uscire da un’epoca medioevale, ne si è contro le unioni civili. Qui si tratta di salvaguardare i diritti dei bambini e della famiglia.
#IBAMBININONSITOCCANO
Rossela I. Barreto  Chavez

mercoledì 3 febbraio 2016

CHI SI NASCONDE DIETRO LA MASCHERA ?




Non è stato facile incontrarlo. Dove di solito riceve non c’era. In compenso c’erano centinaia di persone accalcate perché quel giorno veniva a trovarlo il nuovo arcivescovo. A differenza di altre volte c’era gente che di solito non incontri mai, c’erano i “difficili” o meglio gli ostici che volevano sentire cosa ci prometteva il nuovo “capo”. Mi hanno sbalordito le decine di giovani seduti… con anziani e adulti in piedi… Mi ha sbalordito qualche assenza di intellettuali credenti, mi ha colpito la devozione della gente semplice. Alla fine sono andato dove si “cambia” il clero e là non lo ho trovato. “All’Immobiliare” (dove prima si cambiava il vescovo) era addirittura chiuso… per freddo ! Ho cercato le sue pie quattro donne e chi mi diceva che erano al “veglione” chi che erano andate “al cabaret” al Passetto dalle monache: insomma “desperacidos”! Allora ho ragionato (non mi capita spesso ma…) ! Siamo sotto carnevale e quindi… E cosi mi sono ritrovato a guardare tutte le maschere per scoprire sotto quale poteva essersi nascosto. E fu cosi che quando incontrai due addobbate da veline (con questo freddo) con tutu e pon pon rosa mi dissi ci siamo : una delle due dovrebbe essere Lui. Fu grande la mia delusione nel constare che sotto quelle due maschere c’erano il Superiore e il suo Vice (indistinguibili) ! Continuai sconsolato la mia ricerca ! Sino a quando incontrai la maschera del Medico Alessandrino convinto che sotto quel volto di cartapesta ci fosse l’originale ! In verità erano due i volti ed entrambi si alternavano forse per confondermi. Fui profeta di me stesso perché sotto la maschera vi erano i due confrati maggiori che si burlavano di tutti perché intoccabili ! Alla fine rinunziai e stavo per rientrare quando mi si avvicinò un veterinario che mi sussurrò: perché lo cerchi fra la gente ? Non sai che lui ormai si occupa solo degli animali ? Ormai lo hanno declassato a veterinario anargiro (alla Sant’Antonio Abate) e lui né è contento. Si perché gli animali (lo leggiamo tutti i giorni nei giornali) non dimenticano chi li ha assistiti e non hanno bisogno di confraternite !    Passai  la notte agitato perché da giorni mi assillano delle domande a cui non so dare risposta ! E PRIMA DI INCONTRARLO VADO A VEDERMI LA MOSTRA DELLE MASCHERE OR OR ALLESTITA DAL Prof. Barbaccia al Castello. Non si sa mai …