mercoledì 23 luglio 2014

APPELLO

Mi rivolgo a Lei , Don Salvino usando il Don come titolo ecclesiale e non come usava un tempo. Più che un appello è un invito, una richiesta ecco una preghiera ! Domani ci sarà lavoro per Lei ! Lei ben sa che da quando Lei ha “abbandonato” la nostra comunità ,quasi sbattendo la porta del convento, siamo costretti a messe da un lato piatte e scialbe dall’altro troppo “Happy” e noi abituati ancora al velo in testa e coppola alla mano facciamo fatica a ballare durante la messa e cosi andavamo al convento dove Lei ci “illustrava” i canoni della nostra religione non dimenticando che persino i martiri cantavano sorridendo a Dio. Quindi domani porti attrezzi e quanto alla bisogna perché il Salvatore (maiuscolo in quanto nome proprio di persona) ha deciso di sfidare malocchio e malasorte con quell’audacia che è tipica degli artisti. Al caso porti con se un esorcista o quantomeno lo consulti perché non solo il luogo ma la sicura presenza di qualche politico lo richiede. Questo posto ,ideale per questa attività, ha scoraggiato giovani ingegneri pieni di entusiasmo, stranieri venuti da lontano a insegnarci la ristorazione e tutta una serie di “specialisti tuttologhi” di cui il nostro paese è prolifico. Quindi già da questo Lei capisce quello che non bisogna spiegare. Chi ha intrapreso questa nuova avventura non è uno sprovveduto, conosce il suo mestiere e assieme a chi lo affianca non hanno certo bisogno di consigli. Ma non possiamo escludere che pur non essendo né Pasqua né Pasquetta il luogo non necessiti di un grosso ramo di ulivo per “scovare e scacciare” quel “bruttu bestia nesci fora ca ora trasi…. Salvatore Pulizzotto”. Consci che più che il predetto malocchio siano certi politici a portare sfiga , non potendo chiedere al Pulizzotto di rinunziare alla presenza di autorità coetane del castello abbiamo preferito optare della sua presenza,carissimo Don, non solo come antidoto ma come efficace contro effetto. E’ chiaro che ci aspettiamo oltre la consueta benedizione , due paroline che controbilancino l’orrendo effetto delle parole che usano dire i politici per sostituirsi ai fatti che chi intraprende una attività merita come sostegno ! Termine sconosciuto a questi “diversamente abili amministratori” . Che dire al buon Pulizzotto ? Intanto grazie che in tempi difficili come questi saper abbinare ristorazione e arte (cioè la famosa ristorarte ) è già tanto e a noi abituati a pagare il conto ci basta un buon piatto , un bel dipinto e una bella donna. Ovviamente dato che è già li il Padre Salvino confessi questi politici e se , vista la reciproca stima, mi dice i loro peccati, penseremo noi alla penitenza … approfittando del doppio senso della parola …

martedì 22 luglio 2014

PERCHè GLI ALTRI HANNO UNA STORIA ?




Comunicato Stampa

Bagheria: Visita guidata al Museo Arte e Mestieri della Bagaria operosa

Nell’ambito della manifestazione “Un’Estate con SiciliAntica” si terrà mercoledì 23 luglio 2014 alle ore 17,30 a Bagheria la visita guidata al Museo Arte e Mestieri della Bagaria operosa. L’appuntamento è presso l’Associazione Bagnera, Via Aguglia n. 2 (angolo corso Butera). La visita è una sorta di C’era una volta … Bagheria: le aziende dei limoni, le aziende conserviere, momenti di vita quotidiana, come si giocava, un viaggio a ritroso nel tempo per rivivere quella che era un tempo una città operosa. L’iniziativa è in collaborazione con l’Associazione G. Bagnera. Per informazioni e prenotazioni Tel. 3394121267 - Email: bagheria@siciliantica.it.


Sarà invidia, raggia o saper conoscere i propri limiti. Ora anche noi abbiamo un museo , ci abbiamo messo dentro gli attrezzi ... ma quando avremo un "passato" da conservare. Cosa fanno i nostri politici per "creare" una Marineo che produce ?  Belle le foto della Francia... veline, mezzi bulli e pupette... e vecchie matrone...

domenica 20 luglio 2014

AL CASTELLO

DOPO i “giorni” del Museo ora arrivano altre prove per Salvatore Pulizzotto. Zitto zitto è il vero motore della cultura marinese. Riempie i suoi ristoranti delle tracce di quella cultura contadina che poi si conclude nel recentissimo museo (rimarrà aperto tutta la notte per l’occasione dell’inaugurazione del ristorante ), li trasforma in “gallerie d’arte” ospitando artisti di vaglia, accoglie eventi che da soli superano i programmi estivi delle precedenti amministrazioni comunali, ed ora affronta i suoi “clienti-ospiti” nel nuovo spazio di ristorazione dove si incontrano gli artisti della zona. L’ambiente alla fine diventa “raffinato” proprio per la presenza di arte ed artisti. Rilevare questo spazio commerciale (a cui ha dato il nome di “al castello”) è una delle tante sfide a cui il personaggio ci ha abituato. Oltre al personale usuale sarà affiancato dalla sorella Germana (che conosce il mestiere forse meglio di lui), dalla figlia Claudia che curerà la clientela più giovane discutendo e disputando su stile e moda proponendo coktel raffinati, ci sarà anche la nipote Flavia che come al solito assicurerà velocità ed esperienza e infine quel figlio Sandro che porterà “aria fiorentina”. La sorpresa più grande arriva dalla parete che verrà ricoperta da centinai di foto dove sarà gara a cercarsi e cercare oltre se stessi parenti amici e conoscenti in una memoria fotografica che supera i cento anni.
“Non è un momento facile per questo settore… ma confido che i tre quattro ristoranti rimasti a Marineo diventino un centro di ritrovo abituale e di riferimento per il circondario. Confido che i nostri amministratori ci sostengano in tutte le opportunità a cominciare con l’inserimento nel sito del comune, in tutte le manifestazioni culturali e nei manifesti. Questa è una forma di sponsorizzazione che le attività produttive dovrebbero fare propria. Oltre la ristorazione ci sono le pizzerie, i locali per eventi e le altre mille attività commerciali”. Mi dice Salvatore Pulizzotto. Già parla del suo nuovo locale in forma entusiastica e suggerisce serate a tema e piatti per tutte le possibilità. I quattro locali esistenti non dovrebbero subire la crisi perché nella propria diversità possono soddisfare le esigenze e il palato del marinese più difficile.
Ora non ci rimane che superare i discorsi inaugurali dei soliti amministratori e sederci a tavola !

martedì 15 luglio 2014

ALITALIA ADDIO !



Management Alitalia :voli sopra e sottocasa o a confort di roulotte
Dopo mesi di trattative , dicono che ci si sta arrivando. Qualcuno più capace di noi e con mezzi adeguati darà il colpo di grazia all’Alitalia. Già era una compagnia da nababbi ora è anche da sultani. Dopo i “traghetti d’oro” ora abbiamo gli “aerei d’oro”. Non ci sarà più possibile prendere un aereo Alitalia perché se già ora devi chiedere un prestito per poter volare con loro ,da ora in poi diventerà come il Concorde. La cosa in teoria non riguarda noi italiani che mai e poi mai potremo permetterci di usarla.  A parte i miliardi  scaricati dai vari mascalzoni di turno sui contribuenti ora non sapendo come scaricare qualche migliaio di intoccabili ci si appoggia a chi di senso di appartenenza  o di  “compagnia di bandiera” non capisce nulla. Da noi fioriscono compagnie arroganti come Jeasy Jet  o Ryanair, che usano i loro aerei più per portare guadagni ottenuti in questo paese da frontiera che passeggeri. Easy jet ci educa ad ogni volo insegnandoci come volare, come e quando fare pipi e soprattutto dopo averci “costretto” da vere canaglie ad un solo bagaglio a mano “condizionato” all’umore dell’addetto ai bagagli, (a Palermo non c’è un caposcalo il tutto è affidato all’addetto ai bagagli)  ti vende anche l’aria che respiri. Presto Ryanair ci costringerà a volare in piedi e la Easy che non sta zitta un minuto da quando entri in aereoporto fino a quando sei nel pianerottolo di casa tua, presto oltre a farti pagare il posto DOVE TI SIEDI, l’imbarco prioritario e la pipi in eccesso. Tutto questo sotto gli occhi dell’Alitalia che non ha mai avuto una strategia da compagnia di bandiera ed ora si appresta a diventare la compagnia dei soli ricchi o meglio di quelli che sono diventati ricchi e non vi diciamo come. Duemilacinquecento persone bivaccano da anni per far viaggiare un migliaio di passeggeri . A turno tutti hanno scialacquato su questa compagnia dai sindacati ad imprenditori e mentre di questi due comprendiamo la famelicità non comprendiamo come si possa riciclare un management fra i più incapaci del mondo economico.
Rivalutiamo treni, navi e auto perché la nostra Alitalia sta inventandosi come scialacquare qualche altro migliaio di miliardi di euro sulla nostra pelle. E se di solito questo tipo di aziende se non altro offrono un servizio questa volta la loro strategia è stata aerei vuoti , biglietti a prezzo da nababbi mentre gli altri , nessuno escluso viaggiando a pieno regine guadagno senza fregare ,questi non hanno vergogna dei risultati ottenuti sino ad oggi.
Per fortuna fra poco non sarà più la nostra compagnia di bandiera perché peggio di cosi non potremo volare. Ora speriamo che cambino nome… e se è vero che interverranno le Poste Italiane per salvarla è sicuro che nessuno ci potrà salvare da un micidiale abbinamento come questo binomio Alitalia-Poste Italiane ! Ormai al Nord l’aereo è stato superato dal treno il che la dice lunga … Pensate ad un volo Milano Roma che in pratica dura un ora ma che necessita di un ora per raggiungere l’aereoporto, un ora prima devi essere “a loro disposizione” un'altra ora per il volo ed un'altra ora per raggiungere il centro città ed un'altra ora per bagagli e formalità. In pratica ci vogliono cinque ore…. Cioè due ore in più del treno e minimo 150 euro in più… E questo è realtà sino a Napoli… Ma quale vantaggio abbiamo noi italiani da tutto questo ? Per non parlare di noi siciliani che siamo discriminati totalmente se pensate che i sardi “residenti” godono di una tariffa preferenziale…  

CIVILTà CONTADINA

Lavoravi zappatore
sotto i raggi della bellezza
irrigando di sudore la terra,
dissodavi zappatore
i campi della tua creatività
facendo crescere arbusti
e trame di foglie

i tuoi arnesi
li deporranno nei musei
i crivi e le fullane
penderanno dai muri
conserveranno il tuo sudore
in preziose burnìe
le zappe che affondavi nella terra
i lombrichi che uccidevi
nella tua furia ispiratrice
quando eri
nel respiro della terra

saranno sbarrati
gli occhi del mondo
dietro le vetrine dei musei
si strapperanno i capelli
gli adoratori del panbauletto
rinnegatori del grano
mistificatori del moderno

gli uomini torneranno a godere
della terra che calpestano
dopo avere marciato
nei duri sentieri della modernità
nei deserti tecnologici
che uccidono
le sostanze della terra

p.g.c. di Ezio Spataro dal blog www.percorsipoeticiabrannu.blogspot.com
in occasione dell’apertura del Museo Etnoamtropologico

mercoledì 2 luglio 2014

INAUGURATA LA SEDE LOCALE DI SICILIA ANTICA


Inaugurata la Sede locale di Campofelice di Roccella dell’Associazione SiciliAntica. La presentazione è avvenuta al Castello di Roccella, cuore della storia del Comune alle porte delle Madonie. Dopo i saluti del sindaco Massimo Battaglia, di Alfonso Lo Cascio della Presidenza regionale di SiciliAntica e del Presidente locale dell'Associazione Domenica Barbera, sono intervenuti gli studiosi Ferdinando Maurici e Rosario Termotto che hanno descritto alcuni aspetti della vita nel Castello e nel borgo circostante e illustrato dal punto di vista architettonico il complesso monumentale.
Nella foto da sinistra: Giuseppe Gargano, Ferdinando Maurici, Agostino Scacciaferro, Giuseppe Fazio, Alfonso Lo Cascio, Massimo Battaglia, Domenica Barbera, Rosario Termotto, Dario Barà, Carmen Consuelo Spina, Ilenia Dioguardi.

lunedì 30 giugno 2014

FINALMENTE SI AVVERA UN SOGNO



di Salvatore Pulizzotto
 La realizzazione di una sezione etnoantropologica a Marineo, al castello Beccadelli, proprio qui dove fin da bambino entravo in questo luogo magico con mio padre.Erano questi i granai di Pernice e noi venivamo a comprare il grano per la semina o vi portavamo quello da vendere poi al vicino mulino. Tetti altissimi, muri in pietra viva, pavimenti irregolari, quasi dei viottoli tra la roccia viva, enormi cumuli di grano che si vedevano solo qua o per il giorno della Cunnutta di San Ciro, ed io li paragonavo ai cumuli di oro e monete di paperone nei fumetti di Walt Disney. Quello per noi era il nostro oro, il grano, attorno al quale girava tutta l’economia della civiltà contadina sino agli anni 70’ più ancora dell’olio e del vino. Attorno ad essa fioriva un meraviglioso indotto fatto di fabbri, falegnami, calzolai, siddunara, mulini, panifici e tutto il paese era un brulicare di rumori, suoni, incudini, scalpitii di zoccoli di muli. Attorno a questo castello, così come agli inizi del 500’ vi erano un insieme di negozietti, mulini, fabbri, che da piazza Sant’Anna al lavatoio Gorghillo, rendevano questo quartiere attivissimo e pieno di vita. Al castello c’era la nostra scuola media, la nostra radio Marineo, la nostra sala da ballo, il nostro granaio, la nostra liuteria. Il piazzale antistante a curva e con una pendenza del 60% era il nostro unico campo di calcio, essa era la piazza più importante per la rappresentazione della Dimustranza, era lo spazio più grande e soleggiato ove stendere ed essiccare il sommacco. Quando, una quindicina di anni fa, questi luoghi vennero restaurati, mi sembrò naturale e spontaneo chiedere alla sovraintendente di allora se un giorno si sarebbe potuto realizzare un centro di raccolta ed esposizione di reperti etnoantropologici, che io già raccoglievo dal 1985 . Mi rispose che l’architetto che aveva curato il restauro lo aveva fatto pensando proprio ad una sede museale di questo tipo, ma che per il momento non esisteva nulla da potere esporre. La invitai al mio ristorante, che fu il mio primo centro di esposizione e lei quando vide la mia collezione mi disse: << fra una settimana le mando dei funzionari della sovraintendenza per catalogare questi beni affinché non vengano dispersi>>.  Iniziò così una lunga collaborazione che oggi ha portato all’istituzione di questa sezione che al momento riguarda il ciclo del grano, della vite, dell’olio e della pastorizia. I pezzi vincolati sono circa mille e spero che in un futuro prossimo si possano ampliare gli spazi ed il numero di mestieri, Vorrei ringraziare la Sovraintendenza nella persona della dottoressa Volpes, la dottoressa  Giuliano e tutti i suoi collaboratori, che con grande sensibilità hanno fatto in modo che tutto ciò si potesse realizzare. Ringrazio altresì l’amministrazione comunale ed in particolare l’assessore Spataro che con la sua proverbiale disponibilità ha collaborato anche manualmente. Ho apprezzato molto la capacità e la sensibilità dell’architetto Parrinelli, che pur non conoscendo l’uso o la funzione di alcuni oggetti, è riuscito a realizzare un allestimento sobrio e gradevole alla vista, facilmente fruibile,mettendo spesso in risalto le qualità estetiche di alcuni oggetti che, al di là della loro funzione, sono in sé delle pure espressioni artistiche che egli ha saputo cogliere e trasmettere. Un ruolo molto importante ha avuto il responsabile del restauro, Giuseppe Inguì, che figlio di una delle memorie storiche di Marineo Totò Tirrimutuni, e avendo vissuto in prima persona i periodi in cui tutto ciò era vivo e utilizzato, ha saputo ridare  il colore, il calore, il vissuto il sudore la fatica che essi emanano, lasciandone intatto il fascino originale. Egli ha tolto da questi reperti la polvere, la sporcizia, la calce accumulata negli anni di abbandono nei fienili e nelle stalle, ha tolto i segni della dimenticanza riportandoceli vivi anche se logorati, lucidi e consumati dalle mani ruvide dei contadini o dalla terra che aravano o dal legno che tagliavano. Non esistono due pezzi uguali tutti sono personalizzati adattati al proprio modo di lavorare, al proprio corpo, al proprio mulo, alla propria campagna alla propria terra. Ci sono oggetti riparati col fil di ferro, con le latte di pelati o di sarde salate, con lamiere di secchi rotti o con pezzi di zabara. Ogni oggetto ha una vita, una storia da raccontare. Alcuni anni fa ho collaborato con il regista Tornatore per la realizzazione del film Baaria, gli ho procurato mobili, attrezzi, telefoni, animali e quant’altro. Dovevamo realizzare un scena di una fiera del bestiame ambientata negli anni ’40. Nelle fiere ovviamente si vendevano selle, scale, aratri, zappe, falci, tridenti ecc. Lui mi chiese un pezzo per ogni tipo, la cosa mi stranizzò perché alla fiera si vendono decine di ogni pezzo per cui gli dissi che ne avrei reperito tanti altri, mi disse:<<fermati  questi oggetti sono vissuti, sudati, sporchi, macchiati di vita, a me servono per farli ricostruire nuovi, immacolati, alla fiera non si vendono cose vecchie. Gli attrezzi sono come dei libri con le pagine bianche, tutte uguali, tutti  dello stesso colore con lo stesso grado di consumazione, anonimi, sterili, poi ogni contadino giorno per giorno scriverà su di essi la propria storia, la propria sofferenza come su un diario che noi adesso potremo leggere>>. Ognuno di noi può leggere il vissuto dei propri padri, rivedrà quei muli stanchi che macchiavano di sudore il basto, quelle mani sporche di fango che zappavano la terra e lasciavano su ogni arnese il proprio DNA culturale e storico. In questo sito io vedo la possibilità di un nuovo sviluppo per Marineo, uno stimolo per creare nuove forme di economia e di turismo. Marineo è un paese per molti aspetti morto\non ci sono più terre coltivate neanche vicino al paese, tutto è abbandonato, nessuno più semina il grano nessuno prepara un orto, nessuno più vive di agricoltura e se non si semina non si raccoglie. Turisticamente Marineo offre pochissimo, si potrebbero creare dei percorsi turistici agro pastorali che comprendano Ficuzza, il bosco, il Palazzo Reale, il museo Godranopoli, le terme arabe di Cefalà Diana, Piana e le sue tradizioni. Nella valle dell’Eleuterio funzionavano fino al 1950 decine di mulini ad acqua che ancora esistono e si potrebbero riattivare creando così un’attrattiva unica. In questo modo si incrementerebbe la vendita di prodotti tipici di pregio e qualità. Valorizzare inoltre eventi unici come la Dimustranza, il presepe vivente, l’infiorata che potrebbero fungere da volano per tutta l’economia agonizzante. Io spero che con l’apertura di questa nuova sezione, in collaborazione con la Proloco, il Comune, la Scuola, le numerose associazione, si possano promuovere mostre fotografiche a scopo anche didattico, iniziative culturali, eventi, riproposizioni di antichi mestieri, rappresentazioni teatrali, mostre di Pupi siciliani che rendano vivo questo sito e attraente per un turista altrimenti attratto da mete più allettanti.
Salvatore Pulizzotto