La Scuola Poetica Siciliana a cura di Franco Virga

Al Dottor Franco Virga è spettato il compito di parlarci (Al Castello giovedì 23 ottob re ore 20) della Scuola Poetica Siciliana. Come una anticipazione al tema nel suo blog (www.Cesim) propone alcune grandissime novità dettate dal Prog. Segre e con un brevissimo commento di Bernardo Puleio che amplifica il commento. Ci incuriosisce e tutto questo non fa che gettare adrenalina sul tema a tutti cosi caro. A noi basta ricordare che proprio l’autore preso in esame (il compaesano Jacomo da Lentini ) è autore del verso “t’amo di core paladino” a noi tanto familiare e caro che decidemmo di usare nella nostra Pasqua Rosada come riconoscimento a personalità di…core paladino.

lunedì 20 ottobre 2014

L'APPUNTAMENTO è PER GIOVEDI 23 OTTOBRE ALLE ORE 20



HYDE PARK 2
Infoline 3291864953
L’appuntamento è per giovedì 23 ottobre  alle ore 20
Nella sala la Caverna del ristorante il Castello di fronte al castello di Marineo .
L’idea nasce dalla vecchia tradizione londinese di Hyde Park dove chiunque, dal senzatetto al docente universitario , poteva salire su uno sgabello ed esprimersi  liberamente. Era uno spazio pubblico dentro un grande parco  pubblico dove la libertà era la sola Signora.
Una volta al mese parleremo di un tema dove non ci sono conduttori né “addetti alla cultura”
Questo Ottobre 2014 tocca a
Federico II  Hoenstaufen
(1194-1250)
Federico Puer Apuliae, Federico PapenKaiser, Federico Amir, La Magna Curia, I falchi dell’Arte Venandi,
La biografia è affidata a Cristina Domilici
La Magna Curia è affidata a Tommaso Salerno
Il cartellone di Federico II è raccontato da Onofrio Sanicola
 “La musica nel Castello” al tempo di Federico II a cura di Antonino Disclafani
La Scuola Poetica Siciliana  a cura di Franco Virga
Il territorio al tempo di Federico II a cura di Antonino Trentacosti
Inoltre
Un marinese ispeziona la tomba di Federico II
Questo non è un invito ma un avviso. L’ingresso e l’uscita sono liberi
DE ARTE VENANDI…
La serata continua con un menu fredericiano dove gli intervenuti si confronteranno sul tema.
Solo su prenotazione
Euro 10,oo  procapite per i partecipanti
(piatto unico di fagiano o cinghiale o maialino nero dei nebrodi, contorno  , pane, acqua ¼ di vino)
Infoline 331385457


domenica 19 ottobre 2014

DIAMO IL GIUSTO NOME ALLE COSE ! C'è GRAN FONDO E... GRAN FONDO...




Appunto....
Ma che ti prende Sanicola ? Che ti passa per la mente ! Dove vuoi andare con la  Hyde Park e soprattutto con questi temi così particolari ? Vorresti competere con chi ha mezzi struttura e “spalle” mille volte possenti ? Mentre altri organizzano Università Popolari quasi a livello di quartiere, eventi culturali “internazionali” che dieci giorni dopo sono costretti non solo ad abortire ma addirittura a buttarli nei cassonetti, gemellaggi mal sfruttati tu te ne vieni con questa Hyde Park che non riesci nemmeno a non farti strappare i volantini… Prendi esempio dalla Gran Fondo dove i “padrini”  non riescono a metterci mano e loro riescono a portare a tavola circa 300 persone fra sponsor e organizzatori… Si erano trecento erano giovani e forti e … quelli dell’Antica Stazione li hanno …abbuffati ! Sì dà loro vogliamo copiare ! Senza padrini ne parrini, senza ipocriti né intoccabili, senza saccenti né imbonitori…solo gente di sport ! Perché se funziona con lo sport non deve funzionare con la cultura  ? Perché qui la cultura è in mano a certa mentalità mafiosa ? Ci rifiutiamo di crederlo perché potrebbe esserlo chi si “abbuffa” grazie all’ uso improprio della cultura ma la cultura stessa non lo è . Quindi a che scopo ? E qui sta la differenza ! Trovarsi per parlare di un tema interessante, approfondirlo ,chiarirlo e cosi via. Altri scopi non ne esistono proprio perché quelli li lasciamo a chi  da anni si sporca e ci sporca con scopi a loro congeniali.
Inutile venirci a “contare” dormano tranquilli per noi è impossibile imitarli.

mercoledì 15 ottobre 2014

NON "ALLEVARE" I FIGLI... PORTIAMOLI A TEATRO !

“La storia di Sant'Antonio, protettore dei pescatori”: Spettacolo per ragazzi all’Arsenale della Regia Marina organizzato dalla Soprintendenza del Mare
Palermo. La storia di Sant'Antonio dei Pescatori “conteso” da due borgate marinare di Palermo: l'Arenella e Vergine Maria, raccontata dai bambini della scuola d'infanzia Stella Marina.
Lo spettacolo si terrà venerdì 17 ottobre 2014 alle ore 11.00 presso l’Arsenale della Regia Marina, in via dell’Arsenale, 142 a Palermo ed è organizzata dalla U.O. II della Soprintendenza del Mare nell’ambito della manifestazione “Le Vie dei Tesori” in collaborazione con i bambini della scuola dell'infanzia Stella Marina di Palermo
I giovanissimi alunni, insieme alle loro maestre, e col supporto di una scenografia realizzata da loro stessi, faranno rivivere la storia del Santo, la cui statua in legno oggi è custodita nella chiesa dell'Arenella, che porta il suo nome. I bambini condurranno i presenti in un viaggio tra le due borgate: dal ritrovamento della statua da parte di alcuni pescatori di Vergine Maria durante una battuta di pesca, alla richiesta fatta alla borgata dell'Arenella di custodirla fino al completamento della Chiesa che avrebbe dovuto ospitarla, fino ai tentativi di fare tornare la statua a Vergine Maria e alla “scelta” del Santo di rimanere all’Arenella. Nessun dubbio alla fine della storia che S. Antonio non era più il Santo di Vergine Maria o dell’Arenella ma il Santo Protettore dei Pescatori.
Alfonso Lo Cascio Tel. 335.7957310
In allegato Comunicato stampa e foto dell’ allestimento dell’evento.

Se escludiamo l'oratorio (grazie agli educatori èancora oggi un punto di riferimento) dove possiamo portare i nostri "piccoli" ? Non esistono strutture laiche e quelle religiose molte volte sono in mano a chi gestisce la cultura dei grandi. Ne vengono fuori adolescenti "allevati" seondo ideologie che le vediamo tutti i giorni ci confondono. Portare iragazzi al teatro è un gesto di libertà ampio dove la loro fantasia non viene vincolata. Dove c'è una proposta teatrale è dovere dei genitori portare i propri figli. Basta verificare le esigenze morali e intellettive perchè non possiamo prescindere dalla nostra morale e sopratutto dalle proposte cretine . 

martedì 14 ottobre 2014

ENZO ROSSI



ENZO ROSSI:  L’ULTIMO PUPARO DI  MONREALE
di Nicola Giacopelli
Il 15 ottobre del 2004 ci lasciava, all’età di 72 anni, uno degli ultimi pupari della Sicilia: Enzo Rossi, oprante e  costruttore di pupi siciliani.
Il puparo forgiava armature possenti e scintillanti per i suoi pupi, di straordinaria bellezza, nella bottega artigianale situata alle spalle del magnifico duomo arabo-normanno.
Personaggio simbolo di Monreale, Enzo Rossi conosceva e raccontava con grande maestria le gesta eroiche di Carlo Magno e dei suoi paladini, in un’epoca in cui il repertorio epico cavalleresco aveva un posto di rilievo negli spettacoli, perché trasmetteva valori e passione.
Puparo di stile monrealese, con la sua abilità, metteva in risalto la “caratteristica battaglia danzante”, dove i pupi si alternavano a destra ed a sinistra per giungere a scontri forti e possenti.
Era stato allievo di Ciccio Scalisi - maestro costruttore di pupi - dal quale apprese l’arte di sagomare le armature, e di Peppino Celano - noto puparo ‘cuntista’ - per la lavorazione delle ossature; i suoi ‘capolavori’ sono stati acquistati da tanti appassionati collezionisti.
Costruttore di pupi siciliani - attività che richiede talento e dedizione - dalle linee sobrie ed essenziali, sono veri e propri gioielli dell’artigianato siciliano; ha collaborato con i fratelli Munna, teatranti monrealesi, con Ciccio Sclafani e con tanti altri; tenne un teatrino dei pupi nell’ex Convitto Guglielmo; con l’amico Onofrio Sanicola eseguì spettacoli per oltre un ventennio nel “Teatro Guglielmo”, all’interno dell’Istituto Sacro Cuore di Monreale. 
In tanti spettacoli, eseguiti con la collaborazione di Piero Scalisi, anch’egli puparo - figlio del già citato maestro Ciccio Scalisi - fece conoscere le imprese eroiche dei paladini di Carlo Magno.
Partecipò a numerose trasmissioni radiotelevisive, portando in tutto il mondo le storie dei paladini di Francia.
A dieci anni dalla sua scomparsa, il figlio Benedetto, ripercorrendo il sentiero commosso dei ricordi, ne traccia un profilo umano e professionale dai contorni nitidi; ne ricostruisce le tappe fondamentali della sua formazione, la passione per il teatro dei pupi in un opuscolo dal titolo “Elogio della memoria” che a breve sarà pubblicato, arricchito da un’interessante documentazione fotografica e da alcune opere di artisti che l’hanno conosciuto.
Enzo Rossi è stato marito, padre e nonno affettuoso, custode della sua famiglia, onesto ed attivo lavoratore, un uomo d’altri tempi. Ed un grande maestro di vita. 

ps  Nicola Giacopelli conosceva bene Ezio Rossi  (la quinta palma di Monreale) e la sua frase di chiusura è il suo perfetto autoritratto. Io l'ho avuto come amico e quando nelle tristi sere monrealesi mi sapeva solo non mancava mai di tenermi compagnia . Tornerò sull'argomento fra qualche giorno per dare testimonianza non perchè quella del Giacopelli non sia sufficiente ma il mio sodalizio con Enzo Rossi oltre che professionale è stato sopratutto umano.

lunedì 13 ottobre 2014

UN RARISSIMO DOCUMENTO


L'incisione che riproduciamo proviene da un codice del 1200 conservato al Louvre di Parigi. Dimostrerebbe che i pupi in Sicilia li abbia portati la moglie di Federico II Isabella d'Aragona. Di lei abbiamo il ritratto pubblicato precedentemente dove siede accanto al marito. Che si parli di pupi non vi è dubbio anche se la meccanica è poco chiara. I due pupari certamente usano delle bacchette rigide probabilmente una tiene in piedi la marionetta e l'altra muove la mano che impugna la spada...mentre sembra che Federico seduto presti la voce. Curioso il tavolo che sembra dell'Ikea , con i piedi "avvitati" al piano anche se questo sembra di vetro, proprio recentemente abbiamo osservato un tavolo simile nel detto negozio. Prestare la voce è presumibile visto il carattere fortemente artistico di Federico , già autore e cantore.I due giovani manianti sembra abbiamo oltre le bacchette dei fili e il volto rivolto verso Federico conferma che il movimentS delle marionette doveva essere sincronizzato con il recitativo.
Cosi l'origine e la storia dei pupi si arricchische di una nuova ipotesi dopo mille deduzioni fra il fantastico e il non documentato.
Pensate che la antica famiglia dei Colla-Fiano fanno risalire la loro origine (parliamo di marionette non di pupi) alla metà del '400 e guarda caso con un episodio cavalleresco orlandiano la cui rappresentazione non si svolge a Milano sede storica della compagnia ma bensi a Palermo...
Per non parlare dell'episodio (citato nel Simposio di Platone ) dove un "puparo" di Siracusa intratteneva gli ospiti. Come le statuette di terracotta trovate in mesopotamia , statuette con buchi da dove uscivano verosilmente dei fili.
Per finire alle vastasate alla marina di Palermo e qui siamo nel campo delle marionette ma se non altro ci danno una data vicina al 1600-1700.
Certamente non possiamo dimenticare , torniamo nel 1500, al Cervantes che fa incontrare il suo Mitico Don Chisciotte con il puparo Mastro Matteo che sta sceneggiando-raccontando le gesta di un altro mitico personaggio delle chanson de geste spagnole. E non dimentichiamo che la cosidetta "perdita di senno del Signore della Mancia" è dovuta alla sua ossessiva lettura delle Chanson. E se non fosse che il Cervantes , presente alla battaglia di Lepanto (1571) fosse compagno del Marchese Beccadelli-Bologna di Marineo la nostra curiosità non prendeva il volo sino a cercarne tracce ... ma questa è un altra storia e per ascoltarla bisogna pagare un altro biglietto... Vi basti pensare , scusate ma questo non è lavoro mio ma dell'antropologo, che questi signori nobili non partivano da soli per la guerra perchè alla fine si divideva in base alle forze prestate (tanti soldati, cavalieri, armi ecc.). E quindi ci è lecito pensare che si portasse dietro armiggeri e sopratutto "fabbri costruttori" e se vogliamo esagerare posso garantirvi che uno dei loro discendenti l'ho abbiamo incontrato come tutte le estati a Marineo quando ci ritorna per la sua vacanza, e sconsolatamente ci parla sempre della sua bella angelica che lo ha lasciato a due passi della Francia in quella terra madre di paladini... Stiamo parlando dei Lepanto maestri del ferro che forse presero il nome proprio da quel paesino che si trova nel golfo di Corinto dove la cristianità disse no al turko ...

FUITINA ...IN TRENO STORICO !

Dopo la "letio" sui fichidindia del prof. Oddo, sul blog del Francesco Virga (http://cesim-marineo.blogspot.it/2014/10/i-fichi-dindia-raccontati-da-pippo-oddo.html) , questa notizia ci sembra veramente ad hoc. Per non dimenticare che le opportunità di portare la propria compagna "fuori le mura" ci sono e sopratutto anche romantiche e originali. Credo che le nostre compagne meritino qualcosina in più, ogni tanto, che la pizza al Castello dal Maestro Pulizzotto. Ricordatevi di ripassarVi il frasario che usavate quando la corteggiavate...ha bisogno di essere rispolverato. 


Treno storico da Palermo a Roccapalumba per partecipare alla XV Sagra del Fico d’India
Organizzata dall’Associazione Treno Doc in collaborazione con SiciliAntica, Fondazione FS,  Comune di Roccapalumba, Aci, Cral Regione Siciliana e Spazio Cultura,  partirà domenica 19 ottobre 2014, dalla stazione ferroviaria di  Palermo, il Treno Storico, in direzione  Roccapalumba-Alia dove è in programma la XV Sagra del Fico d’India. Il treno, i cui rotabili rientrano nel parco storico di Fondazione FS Italiane, sarà composto dalla locomotiva elettrica E 626.428 che trainerà un convoglio composto da 5 carrozze (due “tipo ’59″, e tre “Centoporte”) ed un bagagliaio, dove all’interno sarà possibile usufruire del servizio bar.
La partenza, verso l’affascinante entroterra siciliano, sarà alle ore 9,15 dalla stazione di Palermo Centrale, mentre l’arrivo a Roccapalumba è in programma per le 10,55. Sono previste fermate intermedie a Bagheria (alle 9,40) e a Termini Imerese (alle 10,15).
Appena giunti alla stazione di Roccapalumba-Alia, sarà possibile visitare gratuitamente il Museo Ferroviario curato dall’associazione Ali Ferrate e, successivamente, si raggiungerà tramite bus navetta il mulino Fiaccati, costruito nel 1882 ed ancora oggi funzionante. A conclusione i partecipanti saranno accompagnati a Roccapalumba dove si svolgerà la XV Sagra del Ficodindia.
Durante la giornata il treno storico sarà visitabile presso lo scalo ferroviario di Roccapalumba-Alia.
Il ritorno è previsto nel tardo pomeriggio. Il trasferimento dal paese alla stazione di Roccapalumba avverrà con bus navetta (due turni: 18,30 e 19,15). La partenza per Palermo sarà alle ore 19,50 dove si giungerà alle 21,20. Fermate intermedie a Termini Imerese alle 20,32 e a Bagheria alle 20,54. Per prenotazioni www.globalsemviaggi.it – tel. 091.7848420.