martedì 17 ottobre 2017

LE ESPRESSIONI DELL'ANIMA



Spesso sono stato critico con Salvatore Pulizzotto sulle Mostre (circa 25) della Beccadelli Arte e rarissimamente il nostro è scivolato sulla qualità. Spessissimo si peccava in organizzazione. Ma silenziosamente grazie alla insistenza del Pulizzotto che senza prevaricare ci ha abituato ad un nuovo senso della vita locale: l’arte.
Ora questa prossima mostra “al buio” ci innervosisce perché ci vediamo costretti a “parlare” di cosa ancora non sappiamo( Il Foresta insegna). Il più grande collezionista marinese in pittura (il Dottor Antonetto Provenzale) propone al nostro ( siamo tornati al non si muove foglia che Ciro non voglia…) Assessore Alla Cultura l’esposizione di alcuni lavori della  Isabella Francesca Corrao e a due giorni della inaugurazione nessuno ha mai visto un suo lavoro. Non si tratta di uno scoop alla marinese ma bensi c’è molta superficialità forse perché sono tutti dediti al supermercato dei voti. Quindi dopo averne discusso con il Provenzale ricevo il Comunicato Stampa dallo Spataro (graziosamente risulto fra gli sponsor) e non riesco a sapere altro dal Pulizzotto se non che la data di nascita , le disavventura da terremotata, e i continui cambi di indirizzo dell’artista. Ma delle sue opere  nulla tranne un volto che non ci permette di dare un benché minimo giudizio.
Questo voler apparire a tutti i costi (palesemente l’Assessore, un po’ meno il proponente) ci confonde e oscura il Pulizzotto : unico , sino ad ieri, garante della qualità artistica delle mostre. Ora la prima vittima è la pittrice e noi costretti a scrivere sulle “veline”.(1)
Non ci rimane che aspettare “l’arrivo delle opere” a Marineo per poter dire la nostra con la speranza che possiamo essere noi a commentare perché quando si tratta di cultura non ci basta né il titolo né la carta di identità.
E l’uomo che da noi gestisce il tutto, colui che passa dalla campagna elettorale ai commenti funebri, agli inni  per gli sconosciuti ancora oggi non ha capito che una cosa è l’arte e la cultura un'altra cosa è mostrare tette e cosce.

1) Passando da Marineo il Gallerista Scorsone di Palermo ha avuto parole di elogio visitando la mostra delle foto in chiusura. Altro che veline ...

lunedì 16 ottobre 2017

FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI EVENTI



“CASA DEL POPOLO” PER SIGNORI


Sono stato a visitare le mega struttura condominiale (condivisa da Microsoft e Feltrinelli) che è come un pugno negli occhi nel cuore della vecchia Milano a due passi dal Monumentale-lo Scalo di Via Farini- la vecchia Dogana e il parco dell’Arena. Soluzioni architettoniche avveniristiche al limite del vertiginoso. Gente che lavora gomito a gomito grazie ad un accordo fra l’architetto e i Centri Antistress. Le battaglie combattute dai “feltrinelliani”  per una migliore condizione di vita nel lavoro qui giacciono sepolte. Certo i giovani le gradiranno ed ecco che sarà molto difficile incontrare “un anziano” in questi “open space”. E cosi gli architetti vincono sempre sul passato.
Non eravamo stati al tempo della inaugurazione per rispetto agli organizzatori e per lasciare che la rimpatriata degli “orfani del giangiacomo” si consolassero e che noi moderassimo la nostra invidia. L’occasione ce la ha data la mostra di un loro “mostro sacro” : Il Che vive !.
Poter vedere ciò che è uno dei vanti della Fondazione (l’Archivio) originale sul Che era una occasione unica e cosi ci siamo presentati a “controllare” quello che per anni noi dell’altro lato del fiume consideravamo “bufale” di sinistra. Tutti documenti in originale  con commenti non passionali ma museali, sintetici , precisi e rari. Nemmeno il sempre “sospeso” dissenso, fra il Che e Fidel diventava cronaca.
Ripeto che ci ha accompagnato l’invidia per una realizzazione vicina al perfetto con soluzioni avveniristico-pratico come la libreria bar-ristorante, come la sala lettura piramidale collegata, anzi connessa in tempo reale con l’archivio. Dalla sala riunioni “sospesa” agli uffici dirigenziali è un unicum a portata di mano seppur isolati dall’area visitatori.
Ci accompagnava uno di famiglia , tra l’altro curatore della mostra (esattamente coordinatore del progetto e delle attività di ricerca) che ci ha gratificato della parte “realizzativa” di solito  sconosciuta ai visitatori .


domenica 15 ottobre 2017

GUERINO VENTISEI



I/26
Ci fu tutta Costantinopoli alla messa della mattina in Santa Sofia. Tutti si confessarono e comunicarono poi si abbracciarono. Al che Alessandro prese la parola assicurandoli che essi erano nel giusto e che Dio non poteva far mancare loro la Vittoria. L’Imperatore mise nelle mani di Meschino  il loro destino.  La gente che non era riuscita ad entrare in chiesa si inginocchio a pregare chi in casa chi in piazza chi per strada. Giunse una ambasceria dei turki che sollecitava l’arrivo dei cavalieri in quanto i turki erano in attesa. Ma l’Imperatore volle prima riceverli in palazzo dove aveva fatto preparare un sontuoso rinfresco con dolci e bevande affinché i suoi si partissero forti e sereni. Quindi raccomandò loro di ubbidire in tutto al Meschino e cosi si avviarono verso la fortificazione seguiti da una processione di chierici e gente comune come donne vecchi e bambini pregando Dio di assistere i suoi campioni.
Giunti sul posto furono giurati i patti e scambiati gli ostaggi. E si giurò che se la vittoria andasse ad Astilladoro il re cristiano avrebbe lasciato Costantinopoli ai turki e in una sola galea avrebbe caricato cose a suo piacimento oltre la moglie e la famiglia. Al contrario in caso di vittoria dei cristiani i turki avrebbero lasciato libera tutta la Grecia di Romania e partitisi mai sarebbero più tornati per far guerra in futuro. I patti furono giurati mentre i cento ostaggi turki e cristiani  si dirigevano verso la città. Furono nominati tre giudici per parte con l’ordine di non  parlare mai con i combattenti e che stabilissero alla fine di chi fosse la vittoria. Il Meschino che aggiunse che questa ultima condizione non era necessaria perché dopo la battaglia si sarebbe subito palesato chi avesse vinto e ciascuno si ritirò verso la sua parte mentre i cristiani ricevevano la benedizione dai suoi sacerdoti.
I giudici controllarono che sul campo entrassero uno per volta alternandosi cristiani e saraceni e per primo entro Meschino seguito da Alessandro e dopo che furono tutti entrati  un saraceno chiuse la porta dei cristiani ed un cristiano quella dei saraceni consegnando le chiavi ai giudici.
Si attese che il guanto sanguinoso fosse gettato fra i contendenti  e quindi iniziò  in modo violentissimo la battaglia con molti morti e feriti da entrambe le parti.

sabato 14 ottobre 2017

SPATARO RICORDA CIRO SPINELLA

La scomparsa di Ciro Spinella per tanti anni Presidente della Società San Ciro di Garfield

Il 13 ottobre, a Garfield negli Stati Uniti, si è spento all’età di 79 anni, dopo una lunga malattia, Ciro Spinella per tanti anni presidente della Società Religiosa San Ciro di Garfield.
Tutta la sua vita è stata dedicata non solo a mantenere vivo il culto di San Ciro in terra d’America ma ad intessere rapporti durevoli con la terra natia attraverso vari scambi che si sono attuati nel corso degli anni.
Il suo impegno principale, insieme a tutti i membri della società San Ciro, fondata nel 1898, è stato quello di attualizzare il messaggio di solidarietà del nostro Patrono, attraverso notevoli opere di beneficenza tra cui quella destinata alla costruzione di una chiesa nello Zaire, proprio dedicata a San Ciro, promossa dai padri Adorno e coordinata dal Rev. Padre Tommaso Barbona, nonché quella di provvedere alle spese annuali di mantenimento per due giovani orfani adottati nello stesso Stato africano.
Nei vari incontri che abbiamo avuto nel corso della vita, e soprattutto nel 1981 quando insieme a Padre Pippo Randazzo mi recai per la prima volta negli Stati Uniti per incontrare da sindaco di Marineo i compaesani,  mi ricordava un episodio del 1962, quando arrivò in visita negli Stati Uniti il parroco di Marineo Natale Raineri, che con  la sua presenza spronò i dirigenti e soci della società San Ciro a continuare la devozione verso San Ciro, sulle orme delle nostre antiche tradizioni.
Spesso avvertiva un sentimento di  nostalgia nei riguardi del nostro paese, ma Ciro Spinella era più che mai convinto che le due Marineo, quella d’oltreoceano e la nostra, dovevano crescere insieme per uno scambio di esperienze e di valori, in quanto solo con il contributo di tutti si potevano rinsaldare i vincoli che ci uniscono.
Ecco perché non potremo mai dimenticare il tratto fondamentale della sua personalità: una forza spirituale non comune ed una pacatezza nel carattere che gli venivano sia dalla fede in San Ciro che dall’educazione forte che aveva ricevuto dalla sua famiglia.
In questo momento sento il bisogno di rivolgergli un sentito grazie per tutto quello che ha promosso nel corso della sua vita nell’ambito dei rapporti con la terra natia, per avere organizzato degli scambi con la Confraternita San Ciro di Marineo e per avere mantenuto vivi i rapporti con il paese di origine.
 Ci sentiamo vicini ed uniti al dolore della famiglia così provata in questo triste momento.
Ciro Spataro  Assessore alla Cultura

CIRO SPINELLA . UOMO PACIFICO E PACIFICATORE



“Senti ti devo dare una brutta notizia…” . Pausa , silenzio. A questo punto passo in rassegna tutti gli amici. La telefonata viene da Marineo e quindi si circoscrive la zona. Ma sono lo stesso momenti terribili. Si salva solo l’autore della telefonata… Appena ti dice il nome , ti siedi e lasci che il nodo alla gola inizi a fare il suo lavoro.

Ciro Spinella aveva un sorriso pulito che assieme alla sua bella faccia rotonda era come un documento di identità. Non credo di averlo mai visto triste anche se nella sua vita ne avrà avuto occasione. Persona equilibratissima aveva in mezzo agli amici un carisma unico , anche perché pur stando in America aveva mantenuto  rapporti fortissimi con le sue origini. Bastava che sapesse che un marinese tornasse a Marineo e lo delegava a portare l’invito a cena “con tutti gli amici” ! Un rito che si svolgeva ogni anno. Gli uomini buoni hanno sempre una compagna eccellente. Inseparabili Maria e Ciro e sempre pronti a portare un sorriso contagioso.

Ricordo quando andai a intervistare suo fratello Epifanio, presente la sorella Teresa, per ricordare quanto successe all’altro loro fratello , mi colpi la riservatezza e discrezione , come se tutta la famiglia si fosse avvalsa del perdono. Mi riaffiorò alla mente il gesto della madre “eroina” e in quell’occasione mi venne raccontato un episodio bellissimo.

Tempo dopo il caso di “Giosì”, mi raccontava Epifanio tornando dal lavoro in campagna eravamo tutti su un trattore e incontrammo uno degli autori del fattaccio che rientrava a piedi a Marineo. Di botto raggelammo tutti imbarazzatissimi non sapendo cosa fare. Fu lo stesso Giosì che lo invitò a salire sul trattore lasciandoci tutti a bocca aperta.

Ciro Spinella era un pacifico ed un pacificatore. Sapeva schezare su tutto ma con stile e rispetto. Appena sapeva delle varie malattie che ci accompagnano nella vita Lui era il primo a telefonarti dalla America passandoti la moglie al telefono e lasciandoti piacevolmente sorpreso.

Ora sta a noi organizzare la tavulidda in suo onore e nessuno dovrebbe mancare. Perché solo cosi ci possiamo consolare della “sua mancanza” che ci costringe ad accettare il destino a cui siamo tutti destinati.

venerdì 13 ottobre 2017

NON TRATTATECI DA ALLOCCHI: LO FANNO GIà I NOSTRI POLITICI LOCALI !



Si diceva una volta che dopo l’incidente si mette il semaforo. Non è cosi. Siamo sempre condizionati e ancora oggi c’è sempre qualcuno che ci prende in giro modificando il minimo della deontologia che regola queste cose.

Prendiamo nota che mercoledi 18 ore 12, prossimo venturo, potremmo “passeggiare” con i rappresentati nazionali e regionali dei 5 stelle . Ne siamo onorati , ma vorremmo mettere i puntini sulle molte i ! Già qualche anno fa questo movimento ebbe un grande successo a Marineo (circa 1000 voti) e sarebbe stato ripetibile senza il fattaccio di Bagheria che li ha ributtati nel calderone della politica da loro sempre combattuta.
Il fatto che noi siamo “creduloni”, che da noi girano comitati , politici intramontabili, facce impresentabili non autorizza né il dottor Luigi Di Maio né il Giancarlo Cancellieri a venirci a vendere la solita merce avariata. Noi abbiamo già chi ci offre la stessa lozione per capelli. Il movimento locale si affida ad un numero di voti sicuri portati dai curatori marinesi , ma i 5 stelle erano fuori da queste logiche. Questi signori sappiano che Marineo non è una passerella né deve essere la solita passeggiata fra gli allocchi.
Siano chiari Di Maio e Cancellieri dichiarando che rifiutano le logiche locali del potere imponendo le logiche che hanno fatto grande il movimento.