lunedì 21 agosto 2017

A TUTTO BLU FOREST ! MI TRASFERISCO AL BOSCHETTO !




L’altra volta mi prese un colpo. Una pagina intera del Resto del Carlino dedicata a un marinese : sequestrati un miliardo e ottocento milioni di euro, ottocento immobili ecc.ecc. Un terzo della rata del debito greco… Allora mi sono immaginato il figlio che chiede al padre: papà dammi le chiavi di casa… fra ottocento immobili come cazzo faccia a riconoscere le chiavi di casa… mi sono chiesto !
Ora l’altro giorno mentre sfoglio il G. Di Sicilia ritrovo Marineo. Ormai tutti (blog , giornali, notiziari) quando parlano di Marineo sono fieri di segnalarci che a Marineo non esiste l’Enel perché ci si attacca al contatore del vicino, si coltivano le piante del nuovo paradiso terrestre: cannabis, mariuane e pesticidi simili. Si descrivono dettagliatamente incidenti sul lavoro come fossero omicidi. Per fortuna non siamo né adulteri né mafiosi violenti…
E cosi l’articolo a mezza pagina mi riempie di soddisfazione perché si evidenzia l’altra Marineo. Quella del “fare” !
Appena da noi scatta qualcuno che vuol “fare” imprenditoria scatta la “razzia politica” , l’odio di classe, insomma si cerca di trovare nell’intimo solo la sporcizia di cui loro stessi sono produttori e spacciatori. L’imprenditoria deve essere solo figlia della politica e del malaffare. L’imprenditore per produrre ha bisogno della politica e siccome la politica è stata solo e sempre inquinata quindi deduco… Ma dai non siamo coglioni…
Intanto mi è piaciuto leggere che a Marineo esiste un luogo diverso, originale elegante. Noto oltre l’Eleuterio. Mi ricordo quando apri il bar Champagne uno mi disse: entro una settimana… litigammo ferocemente ! L’accoglienza al nuovo è micidiale. Non esisteva un bar a Marineo dove portare le Signore a prendere un tè un caffè a fare due chiacchere, dove ospitare qualcuno … Ora ne abbiamo due di bar se aggiungiamo il Montalbano con il suo grazioso gazebo. Sono sempre pieni … Viva l’eleganza abbasso la sporcizia e la qualità sopratutto!
Questo spazio che si chiama Blu Forest ha recuperato un “terreno”  disgraziato storicamente. Un area che col tempo si stava malfamando uno spazio comunale in agonia. Ci voleva del coraggio  e aspettare che la politica fosse meno arraggiata . Ci voleva sopratutto chi rischiava del suo in un progetto ambizioso. Ma si dovevano superare molti arraggiati.
Ero presente al consiglio comunale quando la Signora Costa (con decisione ma anche moderazione) chiese giustificazioni sull’uso di questo spazio. Si sbalordì perché pensava che anni di malgoverno locale si potessero risolvere con il canone di un privato che trasforma un immondezzaio in un gioiellino . E allora per un momento mi vennero in mente le polemiche sul Macello e sul campo sportivo. Questi signori non si rendono conto che cosa sia far imprenditoria perché pensano che gli imprenditori debbono essere santi comunisti o cretini altruisti.  
Ora Marineo ha uno spazio in più . Mentre aspetta l’uso dello spazio per extracomunitari , che ormai è ridotto a sede personale di un  solo funzionario-eremita ,speriamo per non addestrare fanatici, mentre funzionano iniziative come il castello ecco che si dovrebbe gioire che alla moria delle attività in paese qualcuno ha il coraggio di reagire  .
Ora voglio andarci al Blu Forest per verificare quello che ho visto nella foto e per constatare se il fascino che possiede è vero e quindi voglio anch’io assaporarlo. 


VIVA VIVA SANTU CIRU !



Bellissima la processione di ieri sera. O meglio bella e ripetitiva come al solito e come dovrebbe essere sempre. Un infinito serpente di gente (ora contare quanti i devoti è impossibile, ma certamente la maggioranza), rari ormai quelli che dovevano sciogliere un voto, ancor meno quelli che lo chiedevano… E’ il momento più aggregante del paese. Ci siamo tutti persino gli scettici vi partecipano perché è l’unico modo di farsi vedere o si mettono ai margini o davanti la propria casa, e salvo chi ne ha motivo questi “sono osservatori” indefinibili. Il serpente scivola via ordinato per congregazione con alabarda e il solito gruppo di devote in attesa della grazia di un marito che prendono San Ciro per “compare”. Poi ci sono le nostre mamme che sciorinano rosari e litanie a memoria e rifiutano il chiacchierio e il brusio di improvvisate veline. Chi guida le preghiere ormai sembra assolva ad un ruolo televisivo e non si è preoccupato prima dove posizionarsi perché “la voce o il canto” perde spesso la connessione e cosi davanti si prega e dietro si chiacchera. Funziona ancora il rito della candela da accendere. Quando si spegne si va da chi ti piace guardandola negli occhi intensamente sperando in San Ciro che gli faccia questa grazia ora e subito… San Ciro osserva e gira lo sguardo dalle autorità ! Sembra mormorare:” ma quelli della scorsa volta dove sono finiti ? Allora non erano cosi devoti se adesso non li vedo più…” Ci sono quasi tutte le autorità ciascuno nel suo ruolo ed io vi giuro l’ho visto fare gli scongiuri quando guardava le forze dell’ordine  e si chiedeva sono venuti a prendere me o  le autorità ! Difficile vedere un “intellettuale” ufficialmente scettico ma che “campano a teologia” . Non ho notato poveri … A sentire il parroco mezzo paese rientra in questa categoria , ma non avendo divisa non li riconosci. Invece ho riconosciuto quella famiglia che trovandosi una parte di loro in difficoltà sta ospitando i tre nipoti … senza più famiglia … per i capricci o la mancanza di maturità di noi adulti… Non ho distinto i volontari coloro che passano ore e ore in parrocchia ma non sanno assistere gli ammalati perché è risaputo che gli ammalati non hanno bisogno di sole medicine… Chiedano proprio a San Ciro cosa bisognerebbe fare …
Mamme con bambini a decine. Una volta esporre i propri figli era una bruttissima cosa ora spero l’intenzione sia quella di affidarli alla protezione di San Ciro e non per far vedere che si è recuperata la taglia precedente e anche se il Papa ha detto allattate liberamente in Sala Nervi non ha detto che bisogna farlo anche durante la processione di san Ciro… Quelli che vengono da fuori non sono catalogati ma sparsi mentre ormai gli americani sono una minoranza . Il rito del pranzo domenicale rimane ed io ne ho per tanti anni abusato presentandomi come emigrante ospite di famiglie che hanno gli stessi sentimenti ed accettandomi senza chiedermi “troppo”.
Ora aspettiamo l’ultimo bagno di folla per il 2 settembre quando daremo l’addio a Leo Pasqua . Di lui ci mancherà il taglio culturale che dava al suo ruolo aggregativo. Passare dalle bolgiue del Corpus Domini o delle Feste di San Ciro al silenzio dei seminari voglio vederlo Leo Pasqua … fare quello che non gli ho mai visto fare :gridare ! Per il nuovo non possiamo dirvi nulla , ma speriamo che in linea con chi lo ha mandato e scelto rinnovi chi ha ruoli educativi e non usi la mannaia del Vescovo ormai stabile su Marineo. Sul Superiore inizio ad apprezzare il suo silenzio che mi ripaga in parte del trattamento subito e della minaccia di querela per aver “raccontato (anche con immagini)” lo pseudo pellegrinaggio a Grottaglie. Di certo i pochi amici dentro la Congregazione dovranno capire che non è possibile accettare cariche a vita perché il tempo logora anche i Papi figuriamoci “i padroni” delle confraternite…

sabato 19 agosto 2017

BUON COMPLEANNO...



Ti può capitare di sentire dal tavolo vicino al tuo (e anche di vedere) un gruppo che senza sbraitare alla paesana sta festeggiando un uomo un sessantaseienne (cioè del 1951) . E’ attorniato dai figli e a vederlo in faccia è irriconoscibile. Rilassato , occhi sbarrati , quasi commossi, sposta lo sguardo dalla prima figlia alla seconda e poi sulla terza,   e infine si sofferma sull’unico figlio maschio : sembra un patriarca d’altri tempi. Il suo scopo è quello di fargli l’esame: il controllo del “stanno tutti bene”. Lo vedo orgoglioso e sereno perché oggi “non si lavora”. O meglio lo vedo tuffarsi nella “sua piscina familiare” come se giocasse o recuperasse le maglie perdute del tempo. Lo vedo con la mano scacciare il nervosismo che solitamente lo invade quando “il mondo non va come vuole lui”. Oggi non attacca o meglio che il mondo precipiti pure “io resto in piscina, nella mia unica piscina”. E’ un film che rivedi spesso se vuoi. Ti ritrovi sessantaseienne e le tue orecchie sentono solo elogi che cancellano vecchie situazioni tipiche nel salto generazionale. L’uomo non è stato facile ! E’ un po’ Savonarola e molto Alfieri. Non è troppo machiavellico , ma fortemente aggressivo. Non ama molto discutere seppur laureato in filosofia perché la troppa filosofia gli fa dimenticare il punto di partenza. Non sa discutere serenamente e pazientemente e quindi è irascibile, soprattutto perché non capisce l’abisso che lo separa dagli altri: i  saccenti. Non sa valutare la mediocrità degli altri e dalla sua barca , sempre alla deriva, non fa salire a bordo nessuno, nemmeno i suoi amici. Come tutti è anima , core e sale ! Se avesse in mano un fucile sparerebbe a salve (o a sale) all’impazzata senza rendersi conto che spesso si spara sui piedi. Usa il suo “scanno” (blog) soprattutto per colpire i suoi paesani che su mille autori nominati non ne conoscono nemmeno uno. I “dotti” gli stanno alla larga perché lui li prende “in castagna”.
E’ una delle sette meraviglie di Marineo anche se i marinesi non se ne sono mai accorti.
Mi è più spesso nemico che amico , ma il tutto è ristretto nel campo della stima reciproca. Ora sa gestire meglio i nemici come me e questo mi ricompensa di quando ritornai a Marineo e assalii i giovani studenti che presentavano tesi di merda pur avendo un simile compaesano. Ormai la nostra cultura è ferma alla presentazione dei libri al castello (ben venga comunque almeno è qualcosa), ma personaggi a cui dedicare una serata ce ne sono, solo che la nostra “mentalità mafiosa” ti costringe a ripeterti egoisticamente,mostrando sempre i depositari della più bieca saccenza dimenticando  la qualità seppur difficile.
Dobbiamo imparare a conoscerci meglio perchè la qualità degli altri non deve darci fastidio .

GUERINO SETTIMA



I/7 SETTIMA 19 AGOSTO 2017

La stessa notte che fu preso il castello Sefera, la governante, preso un suo schiavo e una balia e parte del tesoro , si calò dalle mura e giunta al porto noleggiò  una barca per farsi portare a Costantinopoli. Dopo in tre giorni incrociarono tre legni corsari che subito uccisero il servo gettandolo in mare, poi perché molto piangeva presero Sefera e la buttarono anche lei a mare e la povera balia dopo averne continuamente abusato mori straziata e anche lei fu buttata a mare. I corsari giunti a Salonicco vendettero la loro mercanzia a Epidonio, un mercante di Costantinopoli, che conteggiò anche il bambino come merce e presa una balia per allattarlo pensò di portarlo a Costantinopoli per adottarlo come figlio perché era molto ricco e non aveva figli.  Sua moglie dapprima lo accetto malvolentieri temendo fosse frutto di una relazione extraconiugale del marito ma dopo essersi accertata da chi conosceva il fatto, avendo accompagnato il marito nel viaggio, lo prese a ben volere facendo battezzare e ben conoscendo  la sua misera sorte volle chiamarlo Meschino anche perché gli spirava tanta tenerezza. Al tempo che il Meschino compi 30 mesi la moglie di Epidonio  partorì un figlio ,Enidonio, e dal quel momento tutte le attenzioni passarono dal Meschino al nuovo figlio. Ed Epidonio mise il Meschino come schiavo del figlio affinché lo seguisse sempre e fu cosi che il Meschino poté imparare l’arte della mercanzia e tutte le lingue che servono come il turko, l’arabo, l’egizio, il latino e il greco e arrivato a 20 anni si fece bello di forma  e di viso e sempre seguiva Epidonio come suo schiavo.

venerdì 18 agosto 2017

E' DECADENZA ?



A vedere le foto inviatemi da Pino Taormina mi vengono i brividi. Noi non ci prestiamo al gioco della fiction ! Se da un lato siamo sempre stati severi ricordandoci che dobbiamo stare con i piedi per terra, oggi non possiamo avallare un evento descritto male. Andiamo in ordine.
Quattro sparuti spettatori ( i soliti generosi e irriducibili un nome per tutti : Schimmenti !) , della proporzione fra foto e visitatori la si potrà dedurre a fine manifestazione. La gente ha già visto questa mostra più volte e quindi si è già riconosciuta nelle foto ! Al Pulizzotto inizia a mancare qualcuno che gli dia imput e idee perché se la mostra è uscita dalle meningi della Congregazione (è nel programma) allora siamo alla frutta. Aspettarsi dal Superiore della Congregazione idee nuove è impensabile e allora il Pulizzotto , come fa per la pittura deve “appoggiarsi” a qualche consulente. Senza andar lontano ha fra le mani il materiale e la persona giusta per ravvivare queste mostre ormai molto sterili. Al suo posto sarei ricorso a Pino Taormina obbligandolo , si proprio obbligandolo ad esporre il suo gigantesco archivio fotografico , testimone almeno degli ultimi 30 anni di Storia Marinese. Lui ha fotografato tutto sia nel bene che nel male e grazie al suo archivio avremmo potuto rivedere i nostri ultimi trentanni di vita sociale locale. Sempre dalle foto del Taormina mi si presenta un cartellone da cantastorie non solo penoso ma impresentabile !  Questi cosidetti NUOVI “cantastorie” forse non conoscono né la materia né la loro storia e funzione sociale svolta. Ci si poteva risparmiare questa ennesima leggerezza… Anzi ringraziamo  la nostra Katia per averlo salvato. La mitica pianola o organetto… di barberì (dalla barberia o dalla toscana famiglia Barbieri !) dalla foto sembra una modifica americana a nastro sul principio degli aghi dei carillon. Qui a dieci chilometri da Ravenna c’è il museo degli strumenti musicali (attaccato a Mirabilandia ) della famiglia Marini dove sono esposti migliaia di queste pianole, mai usate dai cantastorie perché la pianola (noi ne possediamo una a Marineo nel teatro dei pupi, come decine di cartelloni fatti come Dio comanda !) non è mai stata usata come accompagnamento musicale per i cantastorie !
Non sono mai stato leggero con i “presentatori di questi eventi”. Ieri si saranno resi conto che alla fine fanno la figura delle ballerine di mezza età dell’avanspettacolo. Si stanno svalutando da soli. Peccato ! Il mio amico Salvatore che ho spessissimo sponsorizzato confonde decine con migliaia e faciloneria con professionalità. Rimboccati le maniche e torna ai valori di una volta.

PS Non ho voluto immischiare cose positive e negative. Ho lasciato in silenzio la presenza dei quattro magnifici grammofoni che il signor Giotti  ha estratto dalla sua vasta collezione privata che mi dicono bella e preziosa. Io posseggo un solo grammofono assemblato con pezzi acquistati tantissimi anni fa a Istambul e Atene. Spero che il signor Giotti mi comcederà la possibilità di visitarli . Intanto grazie antiocipate.