ezio

A leggere la poesia di oggi (www.percorsipoeticiabrannu.blogsport.com) ci si rende conto del forte legame fra Ezio e sua madre. Non mi sento di analizzare questo legame. Tutte le cose intime chiedono rispetto anche se questo dolore ci priva della sua arte mi ricorda quando gli dicevo :cantaci l’amore Ezio… E quindi lo sta facendo perché l’amore è anche dolore. Non ti facciamo premura ma ritorna presto.

venerdì 21 novembre 2014

ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE



Palermo. All’Arsenale il Progetto “Respect”, in adesione alla Giornata
indetta dall’Onu per l’eliminazione della violenza contro le donne


La Soprintendenza del Mare in collaborazione con il Museo Riso e l’Associazione “In punta di piedi” organizza per martedì 24 novembre alle ore 17.00 presso l'Arsenale della Marina Regia l’evento denominato “Respct”: Il mio nome è Penelope, in adesione alla Giornata Internazionale indetta dall’Onu per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Il programma prevede, dopo la presentazione di Alessandra De Caro della Soprintendenza del Mare e di Mara Rubino ideatrice del Progetto,“temporary exhibition” installazione dell’artista Vanessa Cammarata e la performance di danza contemporanea con Mara Rubino e le musiche di Nostress Netlabel con Paolino Canzoneri. Successivamente Spazio Tedx Respct, un momento di condivisione sul tema del rispetto della dignità della donna. Previsti gli interventi di Sebastiano Tusa, Soprintendente del mare, Valeria Livigni, direttrice del museo d’arte contemporanea “Riso”; Nicolò Angileri, autore, Carmen Costa, autrice, Nino Rocca, del coordinamento antitratta, Elvira Rotigliano, avvocato, e Adriana Argento, assistente sociale. Modererà l’incontro Rita Mercanti. Di seguito sono previsti: la proiezione del progetto fotografico di Massimo Torcivia, la performance di danza “Penelope” di Rosi Pirrone, con le danzatrici Germana Raimondo e Marta Cataliotti, AperiVino offerto da “Cantavespri vini e vinili”, la performance teatrale “Finchè morte non ci separi” reading dell’ attrice Stefania Blandeburgo, tratto dall’omonimo libro di Francesco Olivieri, e il concerto di musica live di Alessandra Salerno e Umberto Porcaro
Penelope, simbolo della donna che affronta la vita con virtù, coraggio, dignità e che ripone nell’attesa la sua speranza, una speranza che passa dal mare e che attraverso il mare riivive nel comune destino di tante altre donne in attesa che la burrasca passi e che ritorni il sereno.
“Respect” è un evento che coinvolge artisti di varia natura, per riflettere insieme sulle tante donne vittime ancora oggi di forme di pregiudizio, sopruso e violenza. L’arte, come sinonimo di forza e di energia ma anche di ribellione non violenta e soprattutto espressione di libertà del corpo, della mente e dell’anima. Considerata l’importanza culturale e sociale del tema, la presenza di alcune performance artistiche connesse alla interessante tematica delle donne e del mare e la presenza di diverse personalità legate alla avventura-tragedia delle donne profughe, la Soprintendenza del mare ha ritenuto di condividere l’iniziativa nell’ottica di una crescita di attenzione verso il drammatico fenomeno della violazione dei diritti umani che investe ancora oggi la nostra realtà quotidiana.
Alfonso Lo Cascio Tel. 335.7957310

IL DOTTORE HA DETTO : NO !

Una forte influenza ha convinto il dottore a dire :NO !
L'incontro di stasera che era previsto a Sant'Anna è stato spostato a data da destinarsi che verrà comunque presto comunicata.
Ci scusiamo con tutti per il disturbo involontario arrecato. 




mercoledì 19 novembre 2014

CARTELLINO ROSSO PER IL PRESIDENTE !


mentre guardate il video

"Demonstranti na Albertově vypískali Zemana" 

leggetevi l'articolo


 Non sarebbe completo il ricordo del crollo della cortina di ferro senza la cronaca dei fatti che si sono verificati il giorno 17 Novembre 2014 a Praga. In Repubblica Ceca  è il giorno festivo che ricorda “La lotta per la libertà e la democrazia”  e nel luogo da dove è partito il corteo studentesco il 17 Novembre 1989 è stata organizzata una manifestazione che prevedeva la presenza di 5 presidenti dei Paesi del Centro Europa che scoprivano la targa commemorativa.        L’opinione pubblica però non sembrava avere motivo per festeggiare e manifestava contro il presidente ceco Miloš Zeman che si  è ultimamente pronunciato favorevolmente nei confronti del presidente russo Putin e contro le sanzioni dell’Europa Unita. In questo senso ha parlato anche nella televisione russa. Altri presidenti del ex blocco sovietico sono molto più chiari nella loro solidarietà verso l’Ucraina e la esprimono anche con i fatti concreti. Ad esempio il presidente della Polonia si è rifiutato di invitare il presidente Putin in Polonia per gennaio 2015 per i festeggiamenti dei 70 anni dall’apertura del campo di concentramento di Auschwitz. Gli organizzatori della manifestazione hanno pensato che nello stesso anno è stato liberato anche il campo di concentramento di Terezín (il campo riservato ai bambini), che si trova in Repubblica Ceca e hanno deciso di dividere i festeggiamenti. In Polonia saranno invitati solo i sopravvissuti e in Repubblica Ceca i politici. Il presidente ceco Miloš Zeman quindi ha invitato anche il presidente Putin a Terezín.
    Qualche giorno prima del 17 Novembre Miloš Zeman ha sminuito l’importanza del coraggio che ci voleva per manifestare contro il regime ma  in questa manifestazione ha parlato che il coraggio non era “a buon mercato” e che è vile ora manifestare quando non si è manifestato 25 anni fa. Il suo discorso è stato fortemente fischiato e la gente gli mostrava un cartoncino rosso come fa l’arbitro in una partita di calcio quando il giocatore non si comporta bene.  Il presidente polacco ha ricordato la solidarietà che hanno vissuto 25 anni fa, secondo lui bisogna conservarla anche oggi e esprimere la solidarietà con coloro che non sono ancora liberi. A questo punto la gente gridava “Ucraina” e lo slogan “E’ per questo che siamo qui”. Il presidente tedesco ricordava la speranza che ha dato a tutti i Paesi satelliti dell’Unione Sovietica la Carta 77 (un manifesto firmato dagli intellettuali cechi nel 1977) che ha mostrato la strada come cercare la libertà personalmente e poi ha ricordato la frase di Václav Havel: “Il potere dei potenti nasce dall’impotenza dei ‘senza potere’ – della gente comune”. La piazza ha applaudito. Anche il presidente ungherese è stato accolto bene dai partecipanti alla manifestazione. Ha ricordato tutte le vittime che hanno commesso l’unico peccato: volevano vivere nella libertà e spesso venivano uccisi alla frontiera quando scappavano.  Ha invitato i presenti ad osservare un minuto di silenzio per tutte le vittime del comunismo che è stato osservato dignitosamente. Il presidente slovacco è stato accolto con un applauso. Si è chiesto se si sono persi gli ideali della Rivoluzione di Velluto, se lo slogan di quei giorni “La verità e l’amore devono vincere sopra la menzogna e l’odio” ha vinto veramente. La sua risposta era: abbiamo gli stessi ideali, non dobbiamo arrenderci ed accettare ciò che non va, abbiamo la libertà di realizzare i nostri ideali. Ha concluso con l’esclamazione: “Viva la libertà”.
   Al momento che è stata scoperta la targa dedicata a “Tutti i cittadini coraggiosi che hanno lottato per la libertà” si cantava l’inno nazionale ceco e la piazza cantava insieme al coro ma subito dopo gridava “Via Zeman” “Non hai diritto di toccare la targa” “Dimissioni”.
   Riportiamo i fatti e non diamo un giudizio. Non abbiamo la bacchetta magica e sappiamo come è difficile realizzare gli ideali alti. Possiamo solo desiderare che la gente in tutta Europa, non solo quella centrale, trovi il coraggio di difendere le proprie idee,  di manifestare le sue proposte ma anche faccia il suo dovere onestamente al proprio posto nella vita imparando la lezione della storia: la libertà è stata diverse volte in passato conquistata a caro prezzo. Non lasciamocela portar via.
19 Novembre 2014                    Růžena Růžičková     

 

martedì 18 novembre 2014

ORA ABBATTIAMO I MURI INTERNI !


Venticinque anni dalla Rivoluzione di Velluto

   17 Novembre è una ricorrenza storica in Repubblica Ceca per ben due motivi. Nel 1938 in quel giorno Hitler ha chiuso le Università e nel 1989 gli studenti sono usciti per primi in p.zza Venceslao e le vie limitrofe per protestare contro il regime che li privava della libertà. La Rivoluzione di Velluto è stata preceduta da un processo di democratizzazione iniziato in Polonia e in Ungheria nei mesi precedenti. Si ricordano i personaggi come Lech Walesa e Václav Havel ma accanto a loro ci furono migliaia di scrittori, attori, studenti e operai che si sono dati da fare perché le cose cambiassero.
 A Milano nell’ambito di un’iniziativa Bookcity  Il Centro ceco  ha organizzato un incontro degli scrittori e giornalisti dissidenti della Romania, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria che hanno raccontato la loro esperienza dei movimenti di opposizione politica e intellettuale tipici di quel periodo storico. Gli ospiti sono stati introdotti dal giornalista e storico italiano Francesco M. Cataluccio, esperto dell’Est europeo, che ha sottolineato come nei Paesi comunisti si è ben capito che il pensiero e la cultura sono un pericolo per un regime che vuole avere il monopolio della verità.  Parlando della Rivoluzione di Velluto ha ricordato il famoso slogan della Rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fraternità  e ha sottolineato che l’unica vincente è uscita la libertà invece sono molto dubbie l’uguaglianza e la fraternità. Disse: “I poveri sono stati abbandonati sia all’Est che all’Ovest”. Aggiungiamo un dato del sondaggio dell’opinione pubblica sull’ apprezzamento dei cambiamenti avvenuti in questi 25 anni. Quello che inquieta maggiormente i cittadini della Repubblica Ceca è l’incertezza sociale, la corruzione e il clientelismo.
   Il primo relatore Bujor Nedelcovici è uno scrittore molto noto in Romania che però ha  pagato il suo impegno per la libertà con l’esilio in Francia. Dal suo romanzo Giorni di sabbia è stato tratto il film Spiagge di sabbia ma questo film  è stata anche la causa della sua espulsione, nel 1981. Ha ricordato che i cambiamenti in Romania non erano indolori, senza lo spargimento di sangue. La sua interprete l’ha presentato con commozione come uno degli scrittori più amati ed apprezzati per la sua resistenza contro il regime comunista in Romania.
   La signora Barbara Torunczyk dalla Polonia ha raccontato la sua esperienza degli sforzi per i cambiamenti democratici della Polonia già dal 1964 che le hanno fruttato 2 anni di prigione. Dal 1974 scriveva testi clandestini, sotto uno pseudonimo e anche lei si è trasferita a Parigi nel 1980 dove ha fondato una rivista letteraria  e ha curato la pubblicazione di oltre 100 libri proibiti in patria. In Italia dove troviamo le librerie piene di libri interessanti di ogni genere non possiamo immaginare la fame del buon libro che c’era nei Paesi della censura e del controllo poliziesco.
   Di questo ha parlato Martin Machovec della Repubblica Ceca, uno dei più importanti editori di samizdat ceco.  Questo fenomeno è nato in Unione Sovietica alla fine degli anni Cinquanta  e si è esteso a tutti i Paesi sotto la sua influenza. Consisteva nel copiare a macchina da scrivere con diversi fogli e carta carbone i testi illegali, censurati dalle autorità e assicurare la loro diffusione. Martin Machovec  ha collaborato con la biblioteca “Libri proibiti” che pubblicava in questo modo libri di scrittori in esilio e dissidenti che non potevano pubblicare liberamente. Dal 2009 si occupa di ricerca sulla resistenza anti-comunista e collabora anche con l’Istituto per lo studio dei regimi totalitari a Praga.
   Geza Szocs dell’Ungheria ha parlato del suo contributo alla Radio Free Europe. Per la sua attività letteraria, ad esempio una rivista samizdat e per la sua partecipazione al dissenso fu arrestato,  picchiato ed espulso dall’Ungheria. Ha vissuto in Svizzera da dove partecipò attivamente alle proteste internazionali per la difesa dei diritti umani.  Inoltre si occupava della sezione ungherese della Radio Free Europa che trasmette ancora ma lamentava scarso interesse nei nostri giorni per questa trasmittente. Noi possiamo testimoniare che le notizie, ascoltate a proprio rischio e pericolo, ci davano la speranza, erano come una macchia di verità nel mare di bugie che trasmettevano le radio ufficiali.
    La fine dei regimi comunisti è spesso rappresentata dal crollo del Muro di Berlino. I relatori erano d’accordo sul fatto che i muri esterni cadono più facilmente di quelli interni e che ora bisogna lavorare ancora per creare i ponti, per salvare la cultura e il pensiero che uniscono e che portano al dialogo perché ciò che è successo 25 anni fa non è scontato. L’euforia dei primi mesi è scomparsa da tempo, i nuovi problemi sono arrivati subito. Non c’è più un unico nemico – il comunismo – ma il male è come spezzettato: non c’è più la grande bugia del “paradiso terreste sovietico” ma siamo circondati da tante piccole bugie. Non è lo Stato che ruba nazionalizzando tutti i beni ma siamo molto lontani dalla giustizia sociale. Miglior ricordo di un avvenimento del passato è l’impegno di oggi. E’ giusto raccontare ciò che è successo in passato ma guardiamo avanti, impariamo dalla storia a non ripiegarci sulle vecchie glorie ma su ciò che è da fare oggi.

17 Novebre 2014                                                        Růžena Růžičková

lunedì 17 novembre 2014

HYDE PARK - CALENDARIO PROSSIMI INCONTRI FREDERICIANI


APPUNTAMENTO DI GRANDE INTERESSE


Che noi siciliani sappiamo già tutto è risaputo. Che disertiamo gli incontri formativi e informativi è nel nostro dna di saccenti. Le conseguenze di tutto questo ci portano a due semplici riflessioni. La prima che disertiamo come cose inutili questi incontri e la seconda che forniamo un alibi ai relatori dove trovano giustificazione influenze, aerei persi, code autostradali e cosi via. Il rispetto per chi si è presentato all'invito non calpestato con ritardi di ore , o impegni istituzionali inventati. E' già difficile convincere gli interessati dell'utilità della cosa e quindi non ci si mettano chi è in locandina a svalutare l'incontro.
Ci vediamo a Ficuzza.

domenica 16 novembre 2014

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE



MUTA – Arti e Culture contro la Violenza sulle Donne
21, 22, 23 e 25 Novembre 2014
P.zo Branciforte, Via Seminario Italo Albanese, Real Fonderia

Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Un evento che quest’anno vede Palermo protagonista con una grande manifestazione intitolata “#MUTA – Arti e Culture Contro la Violenza sulle donne”, promosso per il secondo anno consecutivo dall'Associazione Antilia. L’evento, patrocinato dal Comune di Palermo, si svolgerà dal 21 al 25 novembre 2014; un ricchissimo palinsesto di attività con il coinvolgimento di numerose realtà artistiche e culturali del capoluogo siciliano, che si confronteranno sui temi della violenza sulle donne, argomento, purtroppo di estrema attualità.
A fare da cornice all’evento l’intervento d’arte in via Seminario Italo Albanese, che per l'occasione, in collaborazione con Hotel Posta e l’azienda Consulenza Eventi, si trasformerà in uno spazio di condivisione culturale diffusa e partecipata. I magazzini che costeggiano il vicolo saranno aperti ed allestiti con opere site specific, performance e installazioni video. Uno spazio espositivo diffuso in cui ospitare opere visive, multimediali, performance e percorsi sonori. Tra gli artisti coinvolti nella collettiva d’arte, per la direzione artistica di Chiara Alia Tortomasi e Salvatore Sorci: A.A.D.E.E. (Enzo D’Alessandro, Andrea Feliciello, Alessio Lo Prete, Liu Siyu, Elisa Vella), Gae Milazzo, Carlo Monastra, Paola Monastra, Emanuele D’Arcaria, Giusva Pecoraino, Luca Ferracane, Fabrizio Lupo, Monica Maniscalco, Mattia Pirandello, Hermes Ferro, Saveria Turrà, Viviana Petralia, Gianluca Pipitò, Salvatore Russo, Gioacchino Turdo, Uniti.
In questo modo la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, diverrà anche spunto e occasione di sviluppo per l’attuazione di pratiche di cittadinanza attiva, riappropriazione di spazi urbani e della loro valorizzazione ad opera di artisti e operatori culturali. Un invito, quindi, a reagire a tutte le forme di abbandono e dimenticanza, dando voce anche agli spazi, in questo modo recuperati per divenire centri di aggregazione, condivisione e confronto collettivo su tematiche culturali ed emergenze sociali. Consapevoli che l'arte sia il miglior strumento per comunicare all'animo e raccontane la rabbia e l’oppressione, l’evento permetterà di affrontare il delicato tema della lotta contro la violenza femminile in tutte le sue sfaccettature con un approccio artistico.
UFFICIO STAMPA e informazioni:

Marina Vermiglio, cell. 3402579078
Associazione Antilia
associazioneantilia@gmail.com